mercoledì 10 giugno 2009

dal Quotidiano di oggi



Suicidi a sinistra - di Pino Corrias

Questi rancorosi dissipatori di voti della sinistra italiana puntavano (proprio come il Cavaliere) nell’implosione del partito democratico di Dario Franceschini per incassare qualche vantaggio elettorale.
Paolo Ferrero (Rifondazione) Nichi Vendola (Sinistra e Libertà), Grazia Francescato (Verdi) sono riusciti nella notevole impresa di buttare dalla finestra 2 milioni di voti (più o meno il 6 per cento) e perdere per la seconda volta il quorum.
La sinistra radicale era unita.
Si è divisa per ragioni che nessun elettore di media cultura politica sarebbe in grado di riassumere.
Forse solo uno psichiatra, e con un milione di parole a disposizione, saprebbe spiegarci quali sono le differenze tra i sogni politici di Vendola e gli incubi di Ferrero.
Che insieme sono riusciti a cancellare i Verdi.
Impresa titanica in una Europa dove il voto verde cresce ovunque.
E in una Italia devastata dalle massime incurie ambientali.
Dove prosperano i denari e i disastri delle ecomafie.
Dove le coste vengono distrutte, le periferie abbandonate, le campagne inquinate.
Dove Napoli e Palermo, sconciate dai rifiuti, diventano casi planetari di disastro.
E dove il governo progetta centrali nucleari (di vecchia fabbricazione francese) mentre tutto il mondo, a cominciare dagli Usa di Obama, si orienta verso le energie rinnovabili.
Purtroppo questa sinistra autoreferenziale e rissosa incasserà i rimborsi elettorali, ai quali si accede quando si supera il 2 per cento: soldi per le sedi, per gli stipendi dei funzionari, per i piccoli privilegi dei molti leader, che sopravvivranno generando altri danni futuri.

Europa, istruzioni per l'uso (interno)- di Marco Travaglio

Ora d'arial' Unità, 8 giugno 2009
Non è vero che la campagna elettorale sia stata brutta, o inutile. S’è parlato poco di Europa.
Ma in compenso s’è parlato molto di Berlusconi e della sua indegnità a rappresentare l’Italia.
Si è toccato con mano ancora una volta il suo disprezzo per le regole.
Si è constatata la geometrica potenza del suo conflitto d’interessi, che gli ha consentito di scorrazzare per tutte le tv, senza una domanda, come se fossero casa sua
(e in effetti, come gli ha ricordato la direttora di Rai Parlamento, Giuliana Del Bufalo, lo sono).
Ora che il plotone di europarlamentari appena eletti sta per partire alla volta di Bruxelles e Strasburgo, ci permettiamo un auspicio per quelli dei partiti di opposizione: andate al Parlamento europeo e occupatevi soprattutto di lui, di Silvio Berlusconi.
Denunciate le vergogne che quotidianamente perpetra in Italia, tenete alta l’attenzione delle istituzioni comunitarie sull’incredibile “caso Italia”, sollecitatele a prendere posizione e a occuparsi di noi senza tregua.
Chiedete l’apertura di procedure di infrazione per lo scandalo del monopolio televisivo berlusconiano, che viola tutte le regole europee sulla libera concorrenza
(vedi sentenza della Corte di Lussemburgo sullo scandalo Rete4-Europa7).
Chi vi ha eletti l’ha fatto per questo, non per altro. Il clima internazionale è favorevole: la stampa estera ci tiene gli occhi addosso e ha cominciato a fare al nostro satrapo le domande che la stampa italiana, salvo rarissime eccezioni, non può o non vuole fare.
L’indulgenza diplomatica che ha circondato il sultano italiota in questi anni s’è improvvisamente interrotta, col venir meno delle sue tradizionali sponde.
La coppia Bush-Blair è un lontano ricordo. L’avvento di Obama ha fatto la differenza: il nostro è l’unico premier occidentale che non è stato ancora ricevuto dal nuovo presidente Usa, il famoso “abbronzato” (anche dell’invito alla Casa Bianca per metà giugno, millantato in campagna elettorale, non s’è più saputo nulla).
Al ducetto restano l’amico Putin e l’amico Gheddafi (che tra breve pianterà la sua tenda in un parco di Roma): due sinceri democratici.
L’isolamento internazionale del pover’ometto non è mai stato così ampio e l’atteggiamento delle tv e dei giornali di tutto il mondo libero, da quelli di sinistra a quelli di destra, ne è un riflesso. Non è il “complotto” mondiale di cui vaneggia lui, ma è certo il sintomo di una crescente insofferenza per un personaggio imbarazzante agli occhi degli altri leader
(e non solo per il ceco Topolanek, fotografato nudo a casa Berlusconi in circostanze ancora tutte da chiarire).
Sarebbe ben triste se la stampa e le diplomazie internazionali scavalcassero in intransigenza le opposizioni italiane, se l’antiberlusconismo sfoderato dal Pd in campagna elettorale si tramutasse, chiuse le urne, nell’eterno ritorno al dialogo, cioè all’inciucio.
Gli elettori, quelli rimasti, non lo dimenticherebbero.

da Lecce Prima.it

Hanno vinto tutti, come nella migliore tradizione. Il centrodestra, perché ha superato il centrosinistra. Il centrosinistra, perché ha superato se stesso, dopo la batosta alle politiche. Il terzo polo, semplicemente perché prima non c’era e adesso c’è. E si sente. Hanno vinto tutti, insomma, almeno così dicono le voci più autorevoli di ogni schieramento. Il primo è convinto di poter spodestare il trono alla Provincia da 15 anni in mano al secondo, che pensa di poterlo mantenere saldo, aggraziandosi magari qualche voto del terzo, il quale intanto dice: appena nati, già grandi, possiamo camminare da soli. Un bel dilemma da sciogliere, fra quindici giorni, quando gli elettori saranno chiamati nuovamente alle urne per esprimere una preferenza, questa volta, definitiva. Come dire: al primo turno festeggiano tutti, e vanno avanti Antonio Gabellone e Loredana Capone. Domani, non si sa. Deduzioni fin troppo semplici, a margine del voto, che a chiusura scrutinio, poco dopo l’1,45, così ha decretato: in 804 sezioni in provincia di Lecce il centrodestra conferma il voto già emerso ieri alle europee, attestandosi al 41,35%ma non sfondando quel muro del 50% che qualcuno, forse, con una certa imprudenza, aveva ampiamente pronosticato di superare: dati lontani dall’obiettivo e proiezioni di voto che non schiodano il Pdl e Gabellone da quella percentuale. Il paventato ballottaggio, dunque, previsto dagli exit poll dei giorni scorsi, è arrivato, e ci si prepara a ripartire con una nuova iniezione di campagna elettorale.Il centrosinistra con Loredana Capone si attesta intorno al 36,74%, ma non riesce a raggiungere quel testa a testa, pronosticato a metà scrutinio dalle proiezioni di voto: un risultato che se inquadrato nella storia recente della coalizione in provincia appare per certi versi deludente. Ma tutto sommato, rispetto ai crolli totali, preannunciati da qualche uccello del malaugurio, la Capone resiste e spera che il secondo turno apra concretamente al riscatto, anche se una considerazione si pone necessariamente: al di là dell’ottimismo che il centrosinistra già propone in funzione del ballottaggio, il dato dimostra una bocciatura, quanto meno parziale, di un progetto amministrativo, se dopo quindici anni, la coalizione non riconferma al primo turno la Provincia, ma soprattutto finisce staccata di cinque punti percentuali, rispetto al Pdl. Appare altrettanto evidente che il centrosinistra, non ha l’autonomia per poter contare sulle sole proprie forze per cercare di sovvertire i pronostici per il secondo turno: sarà necessario ed inevitabile, perciò, ricercare nuove alleanze ed accordi, che allarghino l’orizzonte politico.Per il resto, un riscontro significativo lo ottiene Adriana Poli Bortone, di cui si era forse con largo anticipo decantata la fine politica, sottolineando che lei ed il suo terzo polo non avrebbero potuto superare la soglia del 12%. L’effetto Poli, invece, c’è stato e ha fatto patire, se non tremare gli altri schieramenti, in particolare il Pdl: a Lecce, a microfoni spenti, si sono notate facce buie e timori sparsi tra chi oggi teme che il dato elettorale possa riaprire i conti in sospeso anche a Palazzo Carafa. Ma il risultato che più di tutti sorprende è che i pronostici della vigilia assicuravano un grande consenso della senatrice solo a Lecce, poi ridimensionato fuori dalle mura amiche: in realtà, anche oltre il capoluogo la luce dell’eurolady, con tutti i limiti di uno schieramento meno attrezzato e con meno storia di altri, continua a splendere, tanto che in diversi centri il terzo polo regge bene il confronto, ma addirittura si toglie importanti soddisfazioni, raggiungendo in totale un lusinghiero 21,89%. POLI BORTONE: “RISPONDIAMO ALLE ESIGENZE DEL TERRITORIO”Già nel pomeriggio, prima ancora della fine della conta, un primo commento della stessa senatrice, a sottolineare come questi dati si stessero dimostrando “confortanti e ci lusingano oltremodo. Questi risultati allo stesso tempo – afferma la Poli, lanciando una stilettata ai rivali del Pdl – dovrebbero far riflettere qualcun altro, che avrebbe dovuto dimostrare maggiore umiltà e meno presunzione”. E a chi le chiede le sue intenzioni sull’eventuale ballottaggio, ma soprattutto se il proponimento sia effettivamente quello di stringere un accordo con Loredana Capone, la Poli replica: “Assolutamente no. Questa è solo fantascienza. Dal 1° luglio il mio unico impegno sarà quello di organizzare e far crescere nel dettaglio questo movimento, che sta dimostrando di rispondere alle effettive esigenze del territorio. Un movimento che dimostra di non avere nulla a che a fare con il Pdl e il Pd”. Questo risultato porta la Poli ad ottenere quello che, in fondo, era il proprio obiettivo: dimostrare di essere determinante per le sorti di un centrodestra sia nel Salento che nella Regione. GABELLONE: “CONTENTO PERCHE’ SIAMO LA PRIMA FORZA”È un Antonio Gabellone sorridente quello che si presenta nel suo comitato elettorale, per commentare i dati delle provinciali. L’ex “signor Nessuno” ostenta la propria gioia, per un risultato inizialmente insperato: portare il Pdl, dopo tre batoste elettorali consecutive, al ballottaggio, con la consapevolezza di avere un vantaggio che lo proietta ad una possibile vittoria al secondo turno: “Ero fino a cinquanta giorni fa il Signor Nessuno – ha esordito -, ora sono felicissimo e soddisfatto per questo risultato, perché sapevamo che la sfida era difficile avendo due sfidanti di livello come una senatrice della Repubblica ed una vicepresidente uscente, che ha amministrato l’ente per dieci anni. Siamo la prima forza del Salento e ora ci attendono dodici giorni, in cui rilanciare la nostra proposta. Perciò, a lavoro”. Soddisfatto anche il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto, che sottolinea l’importanza di aver raggiunto un primo obiettivo, quello del ballottaggio, e che ostenta fiducia per il secondo turno.LOREDANA CAPONE: “LA NOSTRA COALIZIONE RIPRENDE VOCE”Loredana Capone, accompagnata nel comitato dal presidente uscente, Giovanni Pellegrino, analizza il voto e ricorda: “Uscivamo dalla debacle dello scorso anno, ora ci ritroviamo con una coalizione che riprende voce ed il centrodestra che perde numerosi punti”. Ribadisce il suo progetto di un Salento da condividere con i cittadini “fatto di opportunità per i giovani e per le imprese, sostegno per le famiglie e servizi, per uscire dalla crisi” e rimarca “l’arroganza del centrodestra, che non è riuscito a vincere al primo turno come aveva previsto”. Attacca poi la Lega, e s’insinua nella corrente neo-meridionalista: “Vogliamo un Salento dalla schiena dritta e che non china la testa facendosi scippare le risorse”. Nasce da sé allora la questione Poli Bortone, ormai certo, l’ago della bilancia. Loredana Capone, a tale proposito, viaggia con cautela, ma fino ad un certo punto, quando spiega che “hanno condotto un’ottima battaglia sul nuovo meridionalismo” e non ritiene impossibile sperare anche nel “sostegno degli elettori che hanno creduto in quel progetto, che condividiamo: il Mezzogiorno deve andare avanti e noi siamo aperti a tutti”. Anche Pellegrino sottolinea le difficoltà del 2008, con la fine dell’Unione e la sconfitta del governo Prodi: un fatto che si sarebbe ripercosso anche sul locale. “Improvvisamente, però, abbiamo visto aprirsi una crepa ed abbiamo fatto l’unica scelta giusta: restare uniti, sperando che si ripetesse quanto avvenuto nel ’95, quando con un centrodestra diviso Ria vinse al secondo turno”. Insomma: “Andiamo al ballottaggio con un distacco che rende aperta la partita”.
I NUMERI DEL VOTO
ANTONIO GABELLONE 192.870 voti - 41,35 %
IL POPOLO DELLA LIBERTA' 83.471 voti - 18,55 %
LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO 38.711 voti - 8,60 %
PROG. PROVINCIA LISTA DEL PRESIDENTE 19.576 voti - 4,35 %
AZZURRO POPOLARE 15.582 voti - 3,46 %
PATTO PER IL SALENTO - PPS 11.385 voti - 2,53 %
U.D.EUR POPOLARI 8.972 voti - 1,99 %
INSIEME PER IL SALENTO 4.109 voti - 0,91 %
LA DESTRA-FIAMMA TRICOLORE-FORZA NUOVA 3.769 voti - 0,83 %
SALENTO LIBERO REGIONE 3.072 voti - 0,68 %
Totale 188.647 voti - 41,94 %
LOREDANA CAPONE 171.372 voti - 36,74 %
PARTITO DEMOCRATICO 58.919 voti - 13,09 %
SALENTO C'E' CON LOREDANA CAPONE 22.652 voti - 5,03 %
DI PIETRO ITALIA DEI VALORI 16.425 voti - 3,65 %
PARTITO SOCIALISTA 16.220 voti - 3,60 %
G. PELLEGRINO PER IL SALENTO 14.915 voti - 3,31 %
SINISTRA - PER IL SALENTO 13.618 voti 3,02 %
DEMOCRATICI E RIFORMISTI 12.539 voti - 2,78 %
RIFOND.COM. - SIN.EUROPEA - COM.ITALIANI 10.885 voti - 2,42 %
Totale 166.173 voti - 36,94 %
ADRIANA POLI BORTONE 102.080 voti - 21,89 %
UNIONE DI CENTRO 37.726 voti - 8,38 %
IO SUD 32.832 voti - 7,29 %
CENTO CITTA' - ADRIANA PRESIDENTE 10.079 voti - 2,24 %
VERSO IL PARTITO - IO C'ENTRO - DELLA NAZIONE 8.840 voti - 1,96 %
SALENTO IN MOVIMENTO 3.735 voti - 0,83 %
MOV. SOCIALE DESTRA ITALIANA 1.744 voti - 0,38 %
Totale 94.956 voti - 21,11 %

martedì 9 giugno 2009

I RISULTATI delle PROVINCIALI

Collegio di Taviano-Matino
PDL : Giorgio Primiceri 2.833 22,92 %
PD : Francesco Mosticchio 1.752 14,18 %
UDC : Massimiliano Romano 1.569 12,69 %
Puglia Prima...: Leonardo Tunno 999 8,08 %
UDEUR: Massimo De Marco 823 6,66 %
R C : Vito D'Argento 727 5,88 %
Io Sud : Claudia Casarano 699 5,65 %
L. Pellegrino: Tommaso Romano 688 5,56 %
Patto Salento : Antonio Buellis 481 3,89 %
Pr. Provincia: Giuseppe Guida 390 3,15 %
IdV : Sergio Romeo 316 2,55 %
P.Socialista: Danilo Manni 248 2,00 %
Salento c'è: M.R. Di Mattina 173 1,40 %
Sinistra : Donato Muci 167 1,35 %
Sa. Tricolore : R.A. Margiotta 103 0,83 %
Democratici: Giorgio Montunato 97 0,78 %
P.Nazione : Riccardo Coronese 76 0,61 %
Insieme Salento: Enzo Felline 64 0,51 %
Azz.Popolare : Silvio Laterza 44 0,35 %
Salento Libero: Antonio Russo 43 0,34 %
Destra : Gianni Sivalli 35 0,28 %
Cento città: Fabrizio Rainò 16 0,12 %
Sal. Movimento: Stefano Rizzo 12 0,09 %

giovedì 4 giugno 2009

da il Paese Nuovo- Mercato dei voti anche a Lecce (come ovunque, purtroppo !)

Maritati: ‘Mercato dei voti anche a Lecce’
Lecce (salento) - Ambulanti pieni di santini dell’assessore comunale al Commercio. Il sen. Maritati, Pd, lancia l’allarme chiedendo più vigilanza alle forze di polizia nel Salento mentre a Lecce invoca l’intervento contro un rappresentante della giunta per i commercianti. Ma Monosi sminuisce: “Il solito gossip in campagna elettorale di un senatore di cui si era persa traccia”.
Dopo l’allarme su presunti brogli da parte del Pdl, ne arriva un altro dal Pd sulla compravendita di voti. A pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale per europee e amministrative di sabato 6 e domenica 7 giugno i toni stanno salendo vertiginosamente. E le accuse da una parte e dall’altra stanno prendendo il posto della battaglia politica. Per non parlare, ad esempio, della guerra dei manifesti. Di quelli affissi abusivamente sulle facce degli avversari oppure strappati.
Era stato lo stesso ministro delle Regioni, on. Raffaele Fitto, in occasione della venuta a Lecce dell’on. Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera a richiamare l’attenzione sulla vigilanza durante lo spoglio. Ieri, invece, il sen. Alberto Maritati ha rilanciato. “Ricevo – ha detto - segnalazioni da più parti e non solo dalla mia parte politica che in questi giorni stanno circolando sostanziose offerte di denaro in cambio di voti e preferenze. Nel barese si parla già di inchieste giudiziarie. Non ho elementi precisi altrimenti avrei già denunciato tutto all’autorità giudiziaria. Senza voler strumentalizzare niente – ha aggiunto - avverto il dovere di lanciare un allarme, sollecitando sia l’attenzione dei candidati, anche di centrodestra, quelli svantaggiati da chi ha grosse disponibilità di denaro, sia soprattutto delle forze dell’ordine. Mi permetto di ricordare che le forze di polizia sono al servizio dello Stato e non del governo pro-tempore. Per questo le invitiamo ad una particolare attenzione affinché non sia consentito e tollerato un eventuale mercato elettorale”.
Maritati, però, non si ferma andando ben oltre. “Accanto a segnali di questo tipo si aggiungono notizie di scorrettezze quanto mai inopportune. Mi è stato segnalato ad esempio che sia impossibile in questi giorni trovare a Lecce un commerciante ambulante privo e che non esibisca santini ed altro materiale elettorale dell’assessore comunale al commercio. Mi sembra estremamente sconveniente proprio in considerazione del delicato e importante ruolo di quel candidato. Mi auguro - conclude - che anche qui di dovere intervenga per salvaguardare la libertà di commercio così abilmente insidiata”.
La risposta di Attilio Monosi, assessore comunale alle Attività Produttive, non si è fatta attendere. “Abbiamo scoperto oggi che nel gossip della campagna elettorale entra anche il sen. Maritati del quale, a dire il vero, si era persa traccia. Ben venga il suo contributo se questo fosse improntato al rispetto degli altri e alla volontà di far crescere la politica cittadina. Ma quello che non ha fatto nei cinque anni in cui è stato consigliere comunale di Lecce difficilmente potrà farlo oggi da fuori. Se avesse mostrato impegno e interesse per i problemi dei commercianti come noi probabilmente anche il suo nome oggi circolerebbe tra i commercianti. Il nostro lavoro ha rafforzato uno splendido rapporto di fiducia e collaborazione tra Amministrazione comunale e loro. In questo consiste quella che Maritati definisce una stranezza”.

Comizi...


Ieri sera l'appuntamento è stato in Piazza San Martino con Marco Pannella...

...Stasera tra gli altri...
comizio di Lorenzo Ria (per Gabellone for president)...
e Claudia Casarano (per Poli Bortone...)

mercoledì 3 giugno 2009

da Repubblica

I risultati della ricerca del Transparency International Italia
La sfiducia nei politici è forte. Soprattutto nel nostro Paese
Corruzione, i partiti battono tutti ma in pochi decidono di denunciare
Pochi credono che le misure di contrasto servano a qualcosa

ROMA - In testa alla classifica ci sono i partiti politici. E la cosa non suona come una novità. Stando ai dati del "Barometro della corruzione globale", nel mondo e in particolare nel nostro Paese, il binomio politica-mazzette appare sempre più solido. Le cifre parlano chiaro: alla domanda su quale organizzazione sia in assoluto la più corrotta in Italia, il 44% ha risposto i partiti politici.
Complessivamente settore privato, Parlamento, media e magistratura non arrivano al 30%. Nessuno, insomma, è immune dalla corruzione. I dati parlano chiaro: in una scala che va da zero (assenza di corruzione) a cinque (estremamente corrotto), i partiti arrivano a 4,1; il privato a 3,2, i media a 3,4 e la magistratura a 3,5.
L'indagine condotta dal Transparency International ha coinvolto 73mila persone in 69 nazioni. A tutti è stato chiesto che tipo di percezione avessero della corruzione e come questa influenzasse le loro vite. I risultati vedono il primato, tutt'altro che invidiabile, dei partiti politici.
Sono loro l'istituzione più corrotta. Ma anche il privato ha poco da sorridere. Rispetto a cinque anni fa, l'aumento è stato dell'8%. Ed ancora: più della metà degli intervistati considera la corruzione come un mezzo di pressione illecita ma assolutamente praticato da parte dei privati, per influenzare le politiche governative. Mazzette, dunque. Che più del 10% ammette di aver pagato (un quarto alla polizia). A fronte di questo, però, spicca un dato preoccupante. Pochissimi decidono di denunciare. Tre quarti delle persone testimoni di comportamenti illeciti hanno tenuto la bocca chiusa. Una tendenza legata alla sfiducia nei confronti delle politiche governative contro la corruzione: solo il 31% le considera efficaci. In Italia, poi, le cose vanno ancora peggio: solo il 16% reputa efficace il contrasto, mentre il 69% lo giudica totalmente inefficace. Una cifra ben al di sopra della media europea che vede il 24% soddisfatto (+8% rispetto all'Italia) e il 56% del tutto insoddisfatto (-13% rispetto all'Italia).
Da notare, infine, che mentre in Italia solamente il 7% degli intervistati ritiene che il settore privato sia corrotto, la media europea è del 23% (+16%), con picchi di oltre il 50% nel nord Europa.
(3 giugno 2009)

martedì 2 giugno 2009

MANIFESTI ABUSIVI: POLITICA DELIRA CON "VOTA ANTONIO" - da Lecce Prima.it

da lecce Prima.it
Ogni volta è sempre la stessa storia. Non ci sono elezioni che tengono, comunali, provinciali, politiche, europee, quando c’è da fare propaganda elettorale le plance riservate alle affissioni di propaganda e quindi autorizzate dalla amministrazioni pubbliche, sono un optional. Ed ecco allora comparire dappertutto i classici 70x100, con la faccia di bronzo del candidato, incollati sulle colonnine dell’Enel, agli angoli dei muri a maggior interesse visivo per gli automobilisti (della serie “o mi vedi, o mi vedi”), sulle staccionate a ridosso del cantieri edili, sotto i ponti lungo le strade. Nel centro abitato di Lecce come nelle piazze dei paesi della provincia si sta consumando in queste ore di fine campagna elettorale la guerra dei manifesti abusivi, con squadre di attacchini di fazioni opposte che si avvicendano per passare e ripassare a coprire il faccione del candidato/a avversario. Non che quelli, alla fine, se fregano più tanto. Si incollano, abusivamente, manifesti per lavoro, non certo perché spinti dal proprio ideale politico. D’altronde il rischio c’è e va pagato. Il candidato lo sa bene. Si aggira infatti intorno a svariati migliaia di euro il mercato dell’attacchinaggio fuori legge in campagna elettorale. Ci sono vere e proprie squadre che si fanno le scarpe a vicenda e che la notte, o nelle prime ore pomeridiane, è facile vedere mentre sono impegnate ad attaccare il manifesto sulla colla ancora fresca di quell’altro candidato, il new entry che solo qualche minuto prima aveva fatto la sua prima uscita “abusiva”.La cosa buffa è che il faccione di bronzo del partito X lo hai sentito parlare la sera prima in un comizio mentre incentrava il suo discorso sulle problematiche legate all’ambiente e alla legalità. Roba da matti. Fossero belli, i manifesti elettorali 70 centimetri x 100 centimetri, non sarebbe nemmeno questo un motivo per ignorare le legge. Ma sono pure orrendi. Kitsch per essere buoni. Incontri facce di uomini anziani, bianchicce, anemiche, ormai fuori dalla storia contemporanea che viene spontaneo chiedergli, mentre sei al volante dell’auto, “ma dimmi, perché dovrei mandarti al Parlamento europeo, perché?”. Oppure i giovanotti e le signorine, gli uomini e le donne che si candidano alla Provincia per un posto di consigliere, da Lecce al Capo di Leuca sono qualcosa come 800, un delirio, una specie di concorso pubblico per precari senza speranza. Ecco, quando incroci i loro volti piatti e senza senso pubblico sui manifesti abusivi, ebbene viene da chiedere loro sempre la stessa cosa: “ma perché dovrei votarti, dico a te, proprio a te, sì, tu, perché dovrei votarti, cosa sai più di quanto non sappia io per presentarti in una lista comunale, provinciale, che tutte le mattine sono costretto a vedere sul muro perimetrale della mia abitazione?”.Il senso di tutto questo lo puoi racchiudere nella vista di quegli stessi, manifesti dell’orrore e scoloriti da sole, a metà luglio, sempre su quei muri segnati dal delirio elettorale appena passato. Ora, non si dica che i giustizialisti dell’Italia dei valori le provano tutte, chi è senza peccato scagli al prima pietra, ma l’Idv sembra il solo partito, fino ad ora, a chiedere l’intervento del prefetto di Lecce proprio per regolare il fenomeno dei manifesti elettorali abusivi in città.“L’Italia dei Valori della Provincia di Lecce – si legge in una nota del partito - esprime una forte condanna nei confronti delle affissioni abusive che stanno deturpando la città ed in particolare le nostre periferie. Il fatto è ancor più grave e preoccupante se si pensa che tra i candidati vi siano eletti al Governo della città ed assessori comunali le cui immagini sono visibili dappertutto e quindi al di fuori degli spazi previsti, in barba al pubblico decoro ed alle più elementari regole democratiche, senza che si sia provveduto all’immediata copertura da parte degli addetti del Comune. Per queste ragioni l’Italia dei Valori presenterà un esposto al prefetto – conclude il comunicato - chiedendo un intervento immediato volto ad inibire e sanzionare tale odiosa prassi, informando la cittadinanza che il partito è impegnato a vigilare sul territorio per il controllo del regolare svolgimento di queste ultime fasi della campagna elettorale”.
Vincenzo De Filippi
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