martedì 12 gennaio 2010

Vendola...

Ascoltano Vendola (Presidente della Regione Puglia) nell'ultima puntata di Anno Zero
mi son detto:
 "Cacchio!!!!...in quale splendida regione viviamo!!! Siamo tutti ricchi, respiriamo aria pulita in un ambiente cristallino, milioni di turisti ci riempiono a forza le tasche di splendido denaro, abbiamo la "fabbrica del cinema", godiamo di ogni cosa!!!"

Invece la realtà è ben differente:
LAVORO ZERO ;
POVERTA' ASSOLUTA ;
Prospettive inesistenti ;
Inquinamento in ogni luogo ed in ogni prodotto, come la sporcizia ;
Clienti che non pagano (ed oramai nemmeno se ne preoccupano) ;
Famiglie allo sbando totale che non sanno più come trovar cibo per i figli ;
Sofferenza e strazio per gli animali d'affezione (lo ripeto sempre TUTELATI dalla LEGGE!) ;
Meccanismi che permettono ai ricchi di essere sempre più ricchi e di accedere a finaziamenti e quant'altro, mentre i poveri, sempre più poveri, sono tagliati fuori da ogni possibilità ;
INCIVILTA' IMPERANTE ovunque e che peggiora con l'avanzare della povertà !!!
ecc.

Come al solito anche i migliori politici dimostrano una miopia nauseante, rifiutandosi di entrare in contatto con la realtà !

Il tramonto del laboratorio Puglia di CURZIO MALTESE

Vi propongo un interessantissimo articolo di Curzio Maltese...
(da La Repubblica.it)

TUTTE le piste dell'inguacchio pugliese, come lo chiamano qui, per dire di un inciucio andato male, portano a lui, la volpe del Tavoliere, il leader Massimo. Magari capiva più di politica estera che non d'Italia e forse non ci libererà mai da Berlusconi. In compenso, nel far fuori chiunque gli possa fare ombra nel centrosinistra, D'Alema è sempre infallibile. Uno dopo l'altro, Prodi e Cofferati, Veltroni e Rutelli. Liquidata la pratica nazionale, è tornato nelle sue terre e in un mese ha schiantato i due miti locali, Michele Emiliano e Nichi Vendola. In cambio, s'intende, di un grande disegno. Il professor D'Alema aveva deciso che nel laboratorio pugliese dovesse nascere la nuova creatura del centrosinistra. Un mostro invincibile e un po' Frankenstein, con dieci partiti, una gamba di Casini qua, un braccio di Di Pietro là, un piede comunista e uno ex fascista, innestati sul corpaccione inerte del Pd. Ma il colpo di fulmine che doveva animarlo non è arrivato. Così l'inventore è ripartito sul destriero per Roma, lasciando il fido assistente Nicola Latorre a fronteggiare incendi e forconi. E l'incendio avanza, dilaga. "Al posto del nuovo centrosinistra allargato, si rischia di avere la spaccatura nel Pd, a Bari come a Roma", commentano allarmati i militanti. Di ora in ora s'incarognisce la battaglia fra i candidati, che alla fine potrebbero essere quattro. Due nel centrosinistra, Nichi Vendola e Francesco Boccia, e due a destra, Antonio Distaso, candidato ufficiale del Pdl, e la finiana Adriana Poli Bortone. "Di questo passo" è la sintesi dello scrittore Gianrico Carofiglio "le elezioni di marzo si presentano come un evento dadaista".
Chi avrebbe mai potuto immaginare una simile triste fine per la primavera pugliese. I fatti non contano più nulla. Bari la stanno ammazzando il pettegolezzo e le televisioni. Da un anno la città sta sulle prime pagine per storie di malaffare e cocaina, escort e appalti, e parentopoli. Alla fine gli stessi pugliesi vi si specchiano. Eppure, al netto di scandali tutti ancora da dimostrare, di processi da celebrare chissà quando, Bari e la Puglia rimangono agli occhi di chi arriva l'unico pezzo d'Europa a sud di Roma, l'unica area meridionale non riducibile a una Gomorra di rifiuti, mafie, frane, rivolte, collasso sociale. Lo sanno tutti, a destra e a sinistra. Lo dicono le statistiche, gli indicatori di crescita per cui la Puglia è seconda alla sola Lombardia. Lo vedono gli inviati sull'eterno "caso Bari" come i trecento clandestini sbarcati l'altro giorno dall'inferno di Rosarno nel lindo aeroporto di Palese.
Non si capisce allora la ragione di questa guerra balcanica nel centrosinistra. Se non appunto per via della condanna a essere il "laboratorio della politica nazionale".
"Un'antica iattura - commenta il sociologo Franco Cassano - Dai tempi di Aldo Moro, giù fino al pentapartito e ora a questa vicenda. È chiaro che la partita era nazionale. Era il segnale di un ritorno al primato dei partiti. Basta Vendola e basta pure Emiliano. Basta con le primarie, che qui in Puglia sono nate, almeno quelle vere. Basta con la cosiddetta società civile. La ricreazione è finita. Un progetto coloniale che qui ha sempre fallito e che considero sbagliato. Ma al quale si potrebbe riconoscere una dignità se almeno fosse stato chiaramente esposto. Invece si è andati avanti a colpi di vertici segreti, trovate tattiche. Il risultato è lo scoppio del laboratorio. Ora se il centrosinistra vuole salvare la faccia deve fare una veloce retromarcia e tornare alle primarie". Primarie, primarie ripetono gli intellettuali pugliesi, ma anche la gente al mercato. E ormai le primarie le vuole anche mezzo Pd romano. "Perché sono nello statuto del partito" ricorda la presidente Rosy Bindi. "Ma prima ancora sono iscritte nel senso comune" aggiunge un pugliese ormai romanizzato come il produttore di cinema Domenico Procacci. La pressione è forte e ieri i delegati dell'area Emiliano, entrati in assemblea per votare a favore di Boccia, sono usciti dicendo "primarie". Nell'imbarazzo dello stesso sindaco Emiliano, che di imbarazzi ne ha avuti e ne ha procurati molti in tutta la vicenda, compresa l'impronunciabile richiesta di una legge ad personam per candidarsi alla Regione.
A opporsi è rimasto quasi soltanto Francesco Boccia, che sui manifesti a favore delle primarie ironizza pesante: "La solita sinistra da bere che Vendola si è conquistato con le consulenze in regione. Fare le primarie oggi significa perdere subito l'Udc, quindi il progetto di nuova alleanza".
Ma intanto le centinaia di giovanissimi volontari che lavorano per Vendola non hanno l'aria da salotto, le migliaia di messaggi sui web non li paga la Regione. Gli strateghi hanno molto sottovalutato il fenomeno Vendola, che è mediatico prima che politico. Il compagno Nichi è un combattente. L'aveva annunciato fin dalla prima riunione con D'Alema: "Se credete di farmi fuori o che io mi faccia da parte, vi sbagliate. Io vado avanti, farò il martire. Che alla fine, paga sempre". E l'ha fatto benissimo, il martire dell'orrida casta politica, soprattutto in televisione da Santoro. Oggi paradossalmente sembra lui, il governatore uscente, il capo della rivolta contro il palazzo. Vendola ha dalla sua argomenti popolari e contro di lui veti incomprensibili. Perché alla fine non lo vogliono più? Perché Casini, che pure gli testimonia grande stima personale, non vuole Vendola? Perché è gay? Perché è comunista? Oppure perché non vuole privatizzare l'acquedotto pugliese, magari al gruppo Caltagirone? Perché i dipietristi non lo vogliono? Perché non ha cambiato la sanità pugliese? Ma in procura negano di avere nulla a carico del governatore. "Tranne un'intercettazione dove cercavo di "raccomandare" come primario un ex docente di Harvard, vedi che colpa" dice l'interessato. Non sarà allora perché non ha mai dato un assessore all'Idv in giunta? Sospetti, dietrologie. "Le solite fesserie dei giustizialisti" liquida Nicola Latorre.
E magari sarà vero. Ma vi sarebbero meno sospetti e dietrologie se il Pd avesse messo in campo un criterio chiaro. Le primarie vanno bene per eleggere il segretario regionale e quello nazionale, ma non per il candidato governatore. L'alleanza con l'Udc è irrinunciabile in Puglia, ma era facoltativa nel Lazio. Non si capisce neppure chi comandi oggi nel Pd, se D'Alema o Bersani, che nella vicenda pugliese, dove il partito si gioca la faccia, non s'è ancora mai visto. Oppure magari comanda Casini, tecnicamente segretario di un altro partito, o forse nessuno. L'unica cosa certa è che il laboratorio è fallito e qualcuno deve prenderne atto. Tira aria di ritirata strategica. Il primo a fiutarla è stato Antonio Di Pietro, che ora è pronto a tornare sul nome di Vendola: "Lui o un altro, ma in fretta. O 'sto candidato lo vogliamo scegliere dopo le elezioni?".

lunedì 11 gennaio 2010

La Regione Puglia tenta di fermare le trivelle in Adriatico

Da la Gazzetta del mezzogiorno.it

BARI – La giunta regionale pugliese ha dato mandato ai legali di proporre ricorso al Tar del Lazio contro le autorizzazioni rilasciate dal ministero dell’Ambiente, per la ricerca di petrolio e idrocarburi al largo delle coste pugliesi (Bari Nord, Monopoli e Bari Sud fino al confine con Brindisi), alla società Northern petroleum. Ne dà notizia un comunicato nel quale è detto che la proposta è stata avanzata dall’assessore all’Ecologia, Onofrio Introna.

sabato 9 gennaio 2010

Ria: Boccia? Giusto riformismo del Sud (di Lucio Lussi- da Il Paese Nuovo.it)

Lecce (salento) - Il parlamentare dell’Udc promuove il tentativo di aggregare una maggioranza di centrosinistra smentendo un passaggio con il Pdl. Centrodestra o centrosinistra? L’on. Lorenzo Ria conferma la scelta di Boccia, e frena le speranze di Fitto: “Stavolta Raffaele sta sbagliando, l’UDC non si alleerà con il centrodestra”. Nemmeno in caso di candidatura della Poli? “Se ci fosse stata quest’opportunità ne avremmo discusso, ma non c’è stata quindi non se ne farà nulla”, afferma il parlamentare di Taviano.
Qual è la posizione dell'UDC?
“Siamo pronti a fare la vera politica scegliendo un progetto che ci permette di essere coerenti. L'UDC ha scelto Boccia e ora chiediamo al PD di sciogliere ogni dubbio sul candidato, dando prova di crederci davvero”.
E se Boccia dovesse avere una maggioranza risicata nel PD?
“Preferisco valutare le cose quando accadono. Boccia è riuscito ad ottenere il consenso di una coalizione piuttosto ampia di partiti e sigle politiche. Lunedì sarà l'assemblea del PD a decidere”.
Un parere su Boccia.
“E' un parlamentare dotato di qualità e di competenze, e ha la capacità per farsi strada. Boccia incarna il giusto riformismo di cui ha bisogno il Mezzogiorno”.
Casini aveva definito debolissima la sua candidatura poi ha cambiato idea appoggiandolo.
“Casini ha detto che Boccia sarebbe stato debole se fosse rimasto da solo, ma se Francesco ha alle spalle una coalizione forte e un progetto politico solido e fatto di contenuti è un candidato fortissimo. E lo sta dimostrando in questi giorni, nei quali ha compiuto un capolavoro. Gli manca soltanto di chiudere l'accordo con Vendola perché entri nella coalizione e fargli ritirare la candidatura.”
E’ possibile?
“Si, lo ritengo possibile. Basterebbe che Vendola cogliesse l'opportunità del progetto che vogliamo costruire. E farebbe bene, almeno per una volta, a mettere da parte il proprio io e innalzare in primo piano il progetto politico di alleanza per il sud. In politica ogni tanto l'ambizione personale può essere sacrificata in nome di un progetto, e parlo a ragion veduta, in quanto si tratta di passaggi che ho già vissuto. Stiamo cercando di dar vita ad un progetto di prospettiva per conquistare il Governo del Paese e in queste fasi della costruzione è importante che la scelta di Vendola sia quella giusta. Il governatore uscente sta sfruttando tutta questa bagarre sul suo nome e sulle elezioni regionali per far crescere il consenso nei confronti del suo Movimento, ma così rischia di rovinare tutto. La Puglia è un laboratorio politico per conquistare il governo del paese e spero che Vendola lo capisca”.
Come mai non risponde a Boccia?
“Non lo so. Non ha nemmeno risposto a mia moglie, sindaco di Corigliano d'Otranto, che l'aveva invitato per un'inaugurazione”.
Si dice che siano in corso trattative tra Vendola e Bersani.
“Confermo. Ma più che trattative parlerei di un confronto tra due leader nazionali”.
Fitto è certo di un passaggio dell'UDC al centrodestra.
“Fitto è un leader e deve fare così. Sta tessendo la sua tela con astuzia e pazienza e pensa che ci siano ancora margini per un accordo. Ma questa volta rischia di prendere un grosso granchio. Le sue previsioni sono sbagliate, perchè l'UDC ha fatto una scelta di coerenza e l’azione di Boccia inizia a dare i primi frutti”.
Quindi dall'UDC porte chiuse in faccia al centrodestra?
“Dopo l'esperimento alla Provincia di Brindisi e altre realtà locali pugliesi non si può andare dagli elettori e dire “abbiamo sbagliato tutto, torniamo con il centrodestra”. Gli elettori non capirebbero. Dobbiamo essere coerenti e sperimentare questa coalizione anche al governo della Regione”.
L'UDC non cambierà idea?
“Ora è il PD che deve fare la mossa giusta, e dare credibilità all'idea di coalizione che è alla base del progetto politico che Boccia sta costruendo. Non siamo il partito delle poltrone e non siamo avvezzi alla politica dei due forni. Adesso rivendichiamo la serietà della nostra scelta. E la nostra scelta è Francesco Boccia”.
Cosa si aspetta dall'assemblea regionale del PD?
“Innanzitutto che non ci siano invasioni come il 28 dicembre. L'assemblea dovrà decidere democraticamente e mi auguro un appoggio compatto della maggioranza del PD regionale a Boccia. Non chiedo l'unanimità, ma almeno una larga maggioranza”.
Parte del PD chiede le primarie. L'unico intoppo che metterebbe a repentaglio la coalizione.
“Non credo si corra questo rischio. L'UDC è contrario alle primarie perchè un partito piccolo che vuole diventare forza di governo deve costruire un’alleanza, non fare le primarie. E poi le primarie non possono diventare un'arma da utilizzare strumentalmente. Molti di quelli che ora le sostengono, in passato le criticavano. Comunque tranquillizzo tutti, la coalizione non è a rischio.”
Cosa ne pensa della candidatura Poli Bortone?
“Adriana non può essere la sintesi della coalizione di cui faremo parte. E poi l’UDC non è un partito buono per tutte le stagioni”.
UDC apparentata al PDL e Poli candidata. Fantapolitica?
“Io non ho trattato con nessuno. Se ci fosse stata questa ipotesi ne avremmo discusso, ma non c’è stata quindi non ha senso parlarne”.
Se Vendola non dovesse mollare, la sconfitta di tutto il centrosinistra è più probabile.
“Però sarebbe comunque una bella sfida. Senza Vendola le possibilità di vittoria della coalizione non calano minimamente perché acquista ancora più valore il progetto politico che stiamo costruendo”.
Ha nostalgia del PD?
“Ho visto il PD nascere ma ci sono stato troppo poco per averne nostalgia. Ho molta più nostalgia dei Popolari, a dir la verità, ma adesso mi trovo benissimo nell’UDC”.

Dopo...

...una decina di giorni di influenza posso finalmente rimettermi dietro il pc a scrivere qualcosa che non sia una semplice copia di un articolo locale o nazionale
o un accenno di sfogo.
Spero che il tempo a mia disposizione sia sufficiente per completare quanto vorrei.
Bene (per chi ci crede) siamo in un nuovo anno...
con i soliti problemi di sempre ed il solito andazzo.
Diciamo che le mie "speranze politiche" per il precedente anno sono andate TUTTE deluse
...a livello nazionale impera ancora Berlusconi,
a livello regionale Vendola non ha preso atto del suo errato modo di operare,
il livello provinciale oramai nemmeno lo considero,
quello comunale, come spesso ho detto, per quello che è il mio modo di intendere la politica,
 è più che deludente.
E' evidente che parliamo, come sempre, di mie opinioni.
E' evidente che tali opinioni facciano riferimento a quello che è il mio modo di immaginare lo SVILUPPO del paese.
Uno sviluppo che (a mio avviso) dovrebbe articolarsi armonioso tra le pieghe "caratteriali" della natura e delle abitudini dei cittadini, della storia del luogo e delle attività caratteristiche.
L'Unione Europea da anni oramai "consiglia" uno sviluppo che si incammini sul turismo
(B&B, Turismo rurale, Agriturismo, Agricoltura biologica, rispettosa del clima e dell'ambiente, con criteri di sicurezza per noi addirittura impensabili, servizi, ecc.),
ma "noi" continuiamo a ripercorrere eternamente ed ostinatamente gli stessi errori...
convinti che il mondo (che altrove compie passi da gigante nelle giuste direzioni) prima o poi debba darci ragione.
Abbiamo avvelenato i nostri pozzi ed i nostri figli,
gli agricoltori sono allo sbando totale e nemmeno raccolgono un olio che (se trattato bene) varrebbe oro!
...Continuiamo ad investire in attività senza mercato,
distruggiamo paesaggi con cementificazioni ed inutili megastrutture
convinti che almeno per quello ci si ricorderà di noi...
invece edifichiamo cattedrali nel deserto, spendendo denari pubblici oramai sempre più rari.
Nemmeno un briciolo di idee nuove, innovative, interessanti per il futuro.
Qualcuno mi dice: "stiamo facendo tante cose!"...
e questo, ovviamente,  mi preoccupa ulteriormente.
Non è il QUANTO che mi interessa,
ma il COME !
Ecco perchè chiedo (inutilmente!) sempre la documentazione relativa a ciò di cui si discute.
Ma nessuno, ovviamente, si impegna per farmela ottenere... conoscendo l' estrema meticolosità con la quale analizzo i documenti.
Non mi interessa che le cose si facciano (anzi, se bisogna farle male è meglio NON FARLE!)
...ma che si facciano BENE, spendendo il giusto in maniera sensata.
Un spesa sbagliata equivale ad un "furto (o quantomeno ad uno spreco) ai danni della cittadinanza"... anche se mai nessuno potrà condannarci per quel motivo.
Procedere su un percorso sbagliato non è progredire, ma allontanarsi da una meta che sia valida ed equilibrata.
Vi faccio solo un paio di esempi per capir bene:
La giunta regionale affidò una cospicua cifra per avere una mappatura degli ulivi secolari da proteggere...
affidò questa cifra alla più nota associazione "agricola" della Puglia. Tale associazione godeva già di grandissimi finanziamenti e di tante cose da fare. La loro mentalità non è mai stata quella di protezione verso gli alberi, ma quella di "utilizzo" della risorsa albero. Concedendo tali finanziamenti a persone locali che da decenni studiano gratuitamente la materia si sarebbero QUANTOMENO ottenuti risultati più veritieri ed attendibili ed avrebbero ben distribuito quelle risorse. Del censimento procurato da tale associazione io non mi fiderei.
Altro caso: la ASL locale ha stanziato dei finanziamenti per la sterilizzazione dei randagi.
Ci sarebbe da dire: "Bene, ottimo, finalmente!"...invece NO! Erano dei finanziamenti "a tempo", limitati di numero e senza essere MIRATI !
Spiego: se sul territorio di un paese esistono 200 cani randagi, di cui 100 maschi e 100 femmine... se devo sterilizzare 100 cani è ASSOLUTAMENTE INUTILE (o comunque è veramente relativo) sterilizzare 50 maschi e 50 femmine... perchè le restanti 50 femmine in poco più di un anno ripristinerebbero l'intero numero di randagi presenti sul territorio. 
Affinchè l'operazione andasse a buon fine...si sarebbero dovute  sterilizzate solo le femmine, ... e senza limite di tempo !
Quindi quei soldi sono stati spesi MALISSIMO !
Altro caso : Con i soldi che il comune paga per far ospitare i cani randagi (spesso tenuti malissimo) presso strutture private avrebbe completato oramai da decenni un ricovero di eccellente qualità, che magari avrebbe anche permesso a giovani volenterosi di affiancare una attività in materia (tipo ospitare a pagamento i cani dei turisti, vendita di prodotti specifici, affidare i cani, ecc.) ma di queste cose, FATTIBILISSIME (!!!), pare che nessuno voglia sentirne parlare.
Mi sarei atteso una Amministrazione che, appena eletta, si fosse seduta ad un tavolo per tracciare
(con i componenti della lista, vari esperti e con tutta la società civile) le "linee guida" sulle quali concentrarsi per far progredire questo paese, ma, come ben sapete, le cose sono andate in maniera diversa e tutti continuano a voler credere che amministrare un paese sia compiere gli atti ordinari ed ottenere finanziamenti quasi tutti inutili o che comunque non cambieranno di una virgola la qualità della vita dei cittadini.
Spesso mi capita di definire "inadeguati" oppure "incompetenti"... ed ai miei occhi lo appaiono veramente (legittimo che gli altri pensino altrettanto di me... ma strano che non accettino di confrontarsi !),
 perchè tutto quanto vedo è certamente confuso, frutto di improvvisazione, inutile, diretto verso mete sbagliate ed in taluni casi ...sconsiderate.
Sembra tutto fatto con l'unico scopo di ottenere una irrisoria visibilità.
La mia non è voglia di denigrare a prescindere (come taluni di voi pensano)
ma, a parte un piccolo ma chiaro risentimento per quello che poteva essere ma che ciecamente  NON SI E' VOLUTO FARE, è il risultato dell'analisi di un operato opaco e totalmente privo di nerbo ! 
Come ho affermato in precedenza il compito di una amministrazione non è semplicemente riempire una buca nella strada, ma stimolare un percorso armonioso di crescita.
Aiutare i contadini con una VERA COOPERATIVA sarebbe, per esempio, un ottimo inizio:
godere dell'uso di macchine agricole che quotidianamente fanno il "giro dei soci" per arare, seminare, irrorare, ecc. i terreni
vorrebbe dire eliminare quantità enormi di INUTILI e velenosissismi fitofarmaci dal terreno,
ma significherebbe anche ossigenare il terreno, fertilizzarlo a costo zero ed in maniera naturale.
Significava anche poter fare corsi di aggiornamento (la nostra agricoltura è preistorica!), poter consigliare gli agricoltori, poter vendere il loro prodotto, poterlo controllare, marchiarlo, venderlo con la certezza della genuinità, di trovare nuovi mercati e costi di vendita molto più appetibili,
...mentre i costi per la produzione ...crollerebbero grazie ad acquisti non singoli ma multipli e mirati.
E'così che si stimola la crescita di un popolo.
Anche sul turismo le innovazioni sono ELEMENTARI ma totalmente ignorate.
Nuove idee ed organizzazione garantirebbero un immediato raddoppio dei turisti per decuplicarlo in pochi anni.  Invece no. Ci si impegna soltanto nelle feste e nelle sagre ... TOTALMENTE INUTILI poichè oramai esiste una superofferta in materia che è divenuta nauseante.
Non parliamo nemmeno troppo di SVILUPPO ECONOMICO
perchè la strada può essere una sola ed è già consigliata dalla U.E. 
Se gli amministratori modificassero quanto devono per permettere una clamorosa crescita del settore
non soltanto avremmo lavoro per tutti in abbondanza, ma inizieremmo a rispettare le nostre campagne che, al contrario, oggigiorno sono vere e proprie discariche.
Potremmo quindi rivalutare un territorio bistrattato, guadagnandoci sopra e salvaguardando la salute dei nostri figli.
Ma i nostri politici sono come quelli del governo nazionale: pensano al ponte di Messina mentre in Sicilia e Calabria non ci sono strade percorribili. Anch'essi pensano a grandi inutili opere mentre il paese "soffre" convivendo con decine di piccole emergenze irrisolte da decenni (se non da secoli).


(continua)

Addio Piazzetta Bellini ?

Da oggi iniziano i lavori per la Nuova Farmacia Comunale.

I nostri amministratori non han trovato di meglio
che farla finire sulla villetta Bellini,
smembrando, ridimensionando, abortendo quell'unico, piccolo, maltenuto e cementato
"spazio verde" che ancora esisteva.

(continua)


Scirocco in Puglia porta distruzione (da la gazzetta del mezzogiorno)



BARI - Sta causando numerosi disagi il forte vento di scirocco che da stamane si è abbattuto su tutta la Puglia. In provincia di Bari, secondo quanto segnalano i vigili del fuoco, i danni maggiori si sono avuti nell’entroterra, in particolare nella zona di Putignano, dove diverse sono state le chiamate ai pompieri per alberi abbattuti, rami spezzati, cartelloni divelti. Stessa situazione anche nel brindisino, non solo nel capoluogo ma anche nei territori di Ostuni, Fasano e Cisternino.
A Brindisi, in via Nicola Brandi, al rione Casale, è stato necessario rimuovere un semaforo che per le raffiche di vento era diventato pericolosamente penzolante.
In provincia di Lecce il vento ha raggiunto i 100 chilometri all’ora. A Giorgilorio, frazione di Surbo, le forti raffiche hanno scoperchiato parte del tetto della nuova Chiesa della Madonna della Fiducia, mentre un palo della luce è caduto su un’auto in transito con a bordo una giovane mamma e i suoi due bambini, tutti rimasti illesi. A Lecce si registrano alberi spezzati e calcinacci caduti da numerosi edifici.
Sulla tangenziale est divelta persino la cartellonistica luminosa. In queste ore è monitorata la situazione sulla Lecce-Maglie, nei pressi del centro commerciale Condad-Leclerc dove una pala eolica, che il forte vento sta facendo girando vorticosamente da questa mattina, sta perdendo pezzi di materiale, proiettandoli sulla strada. Sul posto a monitorare la situazione i vigili del fuoco.

venerdì 8 gennaio 2010

Gianni Riotta, giornalista dell’anno - di Pino Corrias

Adesso che dirige il quotidiano economico Il Sole 24 ore – di proprieta’ della Confindustria – Gianni Riotta si e’ inventato il premio Uomo Dell’Anno.
E per la prima edizione 2009 ha deciso di assegnarlo a Giulio Tremonti, il ministro della nostra radiosa economia che tanto conta per la buona salute della medesima Confindustria.
La decisione sembrava presa da una giuria.
Almeno a leggere la prima pagina del Sole del 31 dicembre che festeggiava il vincitore scelto “dalle grandi firme del giornale”. Invece no.
Una preziosa verifica svolta via telefono dagli economisti del sito Lavoce.info,
ha rivelato che nessuna “prestigiosa firma” del Sole sapeva niente del premio.
Ne’ del premiato che ben pochi avrebbero votato per le molte ragioni di macro, micro e media economia che Gianni Riotta conosce in modo assai approfondito gia’ dai tempi in cui frequentava la Columbia University e in biblioteca leggeva Time che ogni anno incorona “L”Uomo dell’Anno”.


L’idea di riproporlo anche ai suoi odierni lettori deve averla pescata da quegli anni radiosi.
E italianizzandola l’ha fatta propria con un po’ di spago, un pezzetto di specchio, e la sua proverbiale furbizia.
Tremonti lo ha scelto lui personalmente. Lo ha votato all’unanimita’.
E se lo e’ annunciato, emozionandosi un po’ quando ha anticipato la bella notizia via telefono alla Segreteria del Signor Ministro.


Gianni Riotta e’ uno specialista di telefonate: sono i mattoni della sua carriera.
Ne fa tre dozzine ogni mattina da trentacinque anni, chiamando chiunque conti qualcosa per complimentarsi di qualsiasi cosa: un articolo, un libro, un viaggio, un’intervista.
Capace in un quarto d’ora di adulare Rossanda Rossanda, prostrarsi a Cesare Romiti, inchinarsi a Eugenio Scalfari, cinguettare con Lucia Annunziata, elogiarsi con Furio Colombo, giustificarsi con Marinella Brambilla.
Dire a tutti “bravo, brava, benissimo, evviva”, sono Gianni Riotta e lo sono persino diventato.

Vomitate, gente, vomitate - di Marco Travaglio

Da Il Fatto Quotidiano del 7 Gennaio 2010

Il termometro migliore per misurare a che punto sta il regime è la lettura dei quotidiani “indipendenti”.
Che hanno così interiorizzato il regime da non rendersi nemmeno più conto della gravità di quel che descrivono. Infatti lo raccontano con aria gaia e spensierata, come se parlassero del sole e della pioggia.
Ieri, per esempio, a pagina 9 del Corriere della Sera, l’articolo dedicato alle tre leggi ad personam che garantiranno impunità eterna al satrapo si apriva così: “Il ministro della Giustizia Angelino Alfano è rientrato in anticipo dalle vacanze e ha subito raggiunto il consigliere giuridico del premier,l’avvocato Niccolò Ghedini, che lo attendeva a Villa San Martino.
La prima riunione dell’anno insieme a Silvio Berlusconi è servita dunque a mettere a punto l’agenda 2010 sulla giustizia che,nei piani del presidente del Consiglio,prevede tappe forzate da qui ai prossimi 60 giorni. ‘Se il processo breve e il legittimo impedimento non venissero approvati nei due rami del Parlamento entro febbraio, le conseguenze politiche non sarebbero indolori’, avrebbe ripetuto Berlusconi davanti ai suoi collaboratori”. Notare la soavità di quel “raggiunge”.
Traduzione: il ministro della Giustizia “raggiunge” nella residenza privata del premier l’avvocato che difende il premier in vari processi per corruzione di testimone, frode fiscale, appropriazione indebita e falso in bilancio, e che per giunta è stato nominato deputato dal premier per cancellare per legge i suddetti processi, ma la stampa indipendente lo chiama “consigliere giuridico” per non dare troppo nell’occhio.
Costui impartisce ordini al cosiddetto ministro affinchè si dia da fare “a tappe forzate” per mobilitare le istituzioni affinchè blocchino i tribunali prima che pronuncino le sentenze a carico del premier. E questo sconcio prende il nome di “agenda 2010 sulla giustizia”. Segue minaccia mafiosa ai parlamentari: o provvedono “entro febbraio”, oppure “le conseguenze politiche non saranno indolori”. La parte riservata, in questo stomachevole copione,alle istituzioni di garanzia –presidente della Repubblica, opposizione, magistratura, stampa libera – è implicito ma evidente: devono partecipare festosamente all’operazione o al massimo scansarsi e non disturbare il manovratore. Chi non lo fa e per giunta annuncia di volersi opporre è un terrorista che “odia” e va emarginato dal consesso civile.

In un’altra cronaca del Pompiere, si legge che il premier “si è presentato senza le bende e i cerotti”: non ha più nulla da nascondere, nemmeno il rossore per la vergogna che, casomai si manifestasse, sarebbe comunque coperto da uno spesso strato di cerone. La fabbrica del regime opera alla luce del sole, con allegato comunicato stampa. A questo punto il cittadino che non abbia ancora portato il cervello all’ammasso non ha che tre opzioni: adeguarsi, voltarsi dall’altra parte, opporsi. Ma, se si oppone, ha la fortuna di conoscere in anticipo quello che lo aspetta. Il regime a cielo aperto si è premurato, nei giorni delle sante feste, di rammentarglielo affinchè nessuno poi dica che non era stato avvertito: i servizi segreti, pagati dallo Stato o assoldati da strutture private tipo Telecom, hanno licenza di spiare illegalmente gli oppositori: politici, magistrati, giornalisti, semplici cittadini. Monitorare, schedare, attenzionare, pedinare, screditare e magari chissà, in futuro, nascondere qualche bustina di eroina in qualche tasca scomoda. Tanto, se vengono scoperti (eventualità sempre più improbabile, viste le condizioni in cui viene ridotta la magistratura), provvede il regime a salvarli col segreto di Stato,trasformato in scudo spaziale per coprire le peggiori nefandezze degli apparati occulti. Per i mandanti è in arrivo la nuova immunità parlamentare extralarge. Ecco, ora il quadro è completo. Anzi no: manca quella roba chiamata Pd che non dice una parola, anzi dialoga.
Adesso, volendo, potete anche vomitare, prima che diventi reato pure questo.

giovedì 31 dicembre 2009

...un altro anno ancora...

Un altro anno è passato
e noi, sempre con l'animo di quello che il "primo cittadino" definisce "volontariato"
e con la RABBIA del cittadino normale,
continuiamo a sostituire (con GRANDI PROTESTE !!!)
quella che io ritengo essere "grande incapacità" degli amministratori su talune tematiche.
Ci consola il fatto che oramai manca solo un anno e mezzo (circa) ...
ma ci riempie di sconforto l'animo
il fatto che di "prospettive" (di amministrazione valida) all'orizzonte non se ne vedano.
Abbiamo dato l'anima ed ogni nostro "soldo"
per fare quanto possibile...
mentre in italia non ci si deve scandalizzare se i politici utilizzano il proprio ruolo anche per allargare la propria "clientela elettorale"
(drammatica è apparsa la gestione Vendola su sanità ed altro che ha infranto i nostri sogni!).
Noi siamo alla fame...
altri sempre più ricchi.
Fare gli auguri a tutti ?
Non se ne parla nemmeno!
Posso solo augurare (a tutti noi !!!)
che taluni personaggi raggiungano sensibilità ed "intelligenza"
che possa "ILLUMIARLI"
(in maniera da render meno duro a noi il prossimo anno!).


Altro non si può...
altro non meritano.
BASTA finti buonismi alla berlusconi...
basta buffonate !
Se la POLITICA (quella VERA !)
deve progredire ...
bisogna dire le cose come stanno,
bisogna chiamare ogni cosa col proprio nome!
AUGURIAMO TANTO BENE a chi merita e fa...
e auguriamo che i potenti che non meritano PERDANO PRESTO ogni loro potere
e si confrontino con i problemi con i quali
ogni comune cittadino...
ogni giorno LOTTA !!!


(continua)