lunedì 7 marzo 2011

collaborazioni per il gruppo...

Rinnovo ancora una volta l'invito:
Se qualcuno intende collaborare con il blog Taviano Libera
scrivendo post o articoli
(non importa se con idee di destra, centro o sinistra... purchè voglia fare informazione!)
può inviarmi la sua e mail e gli sarà concesso di poter postare direttamente.

giovedì 3 marzo 2011

TAVIANO: prime indiscrezioni...

Dalle voci che circolano (quindi nulla di ufficiale)
la prima più seria candidatura potrebbe rivelarsi quella di FRANCESCO PELLEGRINO,
domani infatti avverrà una importante riunione presso il locale "Donna Lalla" dove un notevole gruppo di cittadini interessati al futuro della città si riunirà per discutere ed eventualmente avanzare proposte.
Anche se molti nomi di futuri candidati per questa lista sono noti...
bisogna attendere l'ufficializzazione dei designati
 (che a questo punto diviene fondamentale conoscere per giudicare l'intero valore del futuro "organigramma") .
Altro nome richiesto a "gran voce" è quello dell'ex Sindaco Giuseppe Tanisi.
Attendiamo sviluppi.
Identica situazione per Portaccio C. !
Nota una lista (se non erro) tendente a destra, ma credo in realtà civica...
con un nome che oramai si da quasi per certo: C. Scategni.
Inutile dire che esite spazio per altre liste (civiche probabilmente)...
tra le quali una che potrebbe far riferimento all'ex Sindaco Longo
(si sa poco ma esiste ancora il tempo per presentarla)....
e ad una completamente nuova di personaggi
(validi o meno ancora non saprei dire) mai prima comparsi in politica .
Esistono inoltre alcuni punti interrogativi : Caputo, V. D'Argento, Palamà, Bruno, ecc.
alcuni dei quali potrebbero presentarsi con una lista "personale".
Inutile pensare che staranno fermi... : dove e come?
Esistono altre prospettive... ma tutto appare "tardivamente prematuro"...
Odore chiaro di volontà di altre liste (inutile far nomi).

Attendiamo nuove informazioni ...
...prima giungeranno meglio sarà!
La POLITICA (quella vera, SERIA!!!)
va fatta all'aperto, non nel chiuso di quattro mura.
Appare comico il fatto che migliaia di Tavianesi hanno protestato per 5 anni
ora si ritrovano senza espressione alcuna.

Io ricordo ai Tavianesi che (a mio modestissimo avviso):
LA POLITICA DEVE ESSERE PUBBLICA...
SE  E' PRIVATA ... si chiama AFFARI !!!!

Circonvenzione di rapace - di Marco Travaglio... da leggere per capire quante frottole ci raccontano!

Circonvenzione di rapace


Gentile Cavaliere, scusi l’insistenza, ma abbiamo come l’impressione che Lei continui a farsi del male. Non per colpa Sua, ci mancherebbe: Lei non ha colpe, mai. Ma per colpa di chi La circonda e, se ci consente, La mal consiglia.
L’altro giorno, per esempio, lei ha annunciato a una scelta platea di somari, fra i quali numerosi ministri, che Lei ha “rinunciato da tempo ad avere un telefonino perché il mio era esposto a ogni tipo di intercettazione”. Ora, non sappiamo chi Le abbia consigliato una simile scempiaggine, ma possiamo assicurarLe che costui L’ha ingannata. Anzitutto il Suo telefonino non è mai stato intercettato (dal 1994 Lei è un parlamentare e come tale non può essere ascoltato; prima, per quanto più volte indagato, non risulta che i giudici Le abbiano mai messo sotto controllo i telefoni, salvo una volta, nel 1983, quand’era sospettato di traffico di droga, accusa poi archiviata). Ogni qual volta è stata captata la Sua voce in conversazioni telefoniche, è perché i giudici stavano intercettando i telefoni dei Suoi interlocutori: personaggi indagati (l’immobiliarista Della Valle, Dell’Utri, Saccà, Cuffaro) o possibili vittime di Suoi reati (Ruby-Karima e altre Papi-girls).
Il che significa, signor Presidente, che per non essere più ascoltato non le basterà rinunciare al telefonino personale e usare quello del suo caposcorta (come per la telefonata in Questura per Ruby) o di qualcun altro, o magari un’utenza fissa: se un giudice intercetta l’altro interlocutore, Lei può pure parlare da una cabina telefonica, sempre che arrivi all’apparecchio, ma la sua voce sarà registrata lo stesso. Quindi, se non vuol essere ascoltato, delle due l’una: o smette proprio di parlare (rendendo, fra l’altro, un gran servigio ai nostri timpani e alla nazione tutta), magari passando al più sicuro sistema dei pizzini molto in voga in ambienti a Lei vicini; oppure cerca di selezionare meglio i Suoi interlocutori, evitando mafiosi, corruttori, papponi e mignotte. Ogni anno, in tutta Italia, vengono intercettate dalle 5 alle 10 mila persone, perlopiù delinquenti matricolati: ecco, Lei tenti, per quanto possibile, di parlare con le altre (sono parecchie, circa 60 milioni). Vedrà che parlare con gente onesta non è poi così traumatico. Ci riescono in tanti.
Sempre l’altroieri, Lei ha allietato la giuliva platea con la contabilità al dettaglio dei Suoi processi: “Oggi si celebra la 2.952esima udienza a mio carico. Io sono l’uomo più processato d’Italia, ho avuto 103 procedimenti, oltre 50 andati a dibattimento”. Scusi l’indiscrezione, ma chi Le scrive i testi? Chi le ha messo in testa queste baggianate? Olindo Sallusti? Filippo Mèches? Mutanda Ferrara o Mutandino Ostellino? Dia retta a noi, che i Suoi processi li seguiamo amorevolmente fin dall’inizio: i procedimenti sono una trentina in tutto, di cui 19 andati a dibattimento e gli altri archiviati. Anche ammettendo che ciascun dibattimento abbia prodotto cento udienze, cifra iperbolica, saremmo ben sotto le 2.000.
A questo punto però, siccome Lei sostiene di avere “speso 600 miliardi di lire” (300 milioni di euro) in avvocati in 17 anni, ci sorge un sospetto: che i suoi avvocati non Gliela raccontino giusta. Del resto, sono gli stessi che Le avevano garantito la sopraffina costituzionalità del lodo Schifani, del lodo Alfano, del legittimo impedimento, dell’abolizione dell’appello ma solo per il pm, tutta robaccia regolarmente bocciata dalla Consulta (e non perché la Consulta sia di sinistra, ma perché la robaccia era incostituzionale). Già ci pare di vederli mentre s’inventano anche i processi che Lei non ha, per poter dire di averne vinto qualcuno: la mattina escono dicendo “Presidente, stamane c’è il processo Spectre”, “Oggi abbiamo il dibattimento del caso Supercazzola Brematurata”, “Domani non ci siamo, c’è ludienza sullo scandalo Comefosseantani”, “Veniamo dal tribunale, grazie a noi Lei è stato assolto dall’accusa di abigeato”. Poi vanno in camporella, o al biliardo, o al circo. E Lei paga.

Il Fatto Quotidiano, 2 marzo 2011



mercoledì 2 marzo 2011

da Lecce Prima.it : Stop alla raccolta, i lavoratori: “Ora parliamo noi”

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da http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=26018

E ancora: "Il personale impiegato nello spazzamento delle aree periferiche è totalmente inadeguato e questo si traduce in un visibile degrado della città”, spiega il segretario. “Secondo il capitolato d'appalto le zone periferiche dovrebbero essere pulite un giorno sì e uno no, ma parliamo di quartieri molto grandi, come la zone dei Salesiani, che un solo dipendente armato di scopa e paletta non può gestire per bene".


Non manca la stangata al sindaco che, sostiene Guido, "sapeva benissimo dello sciopero di oggi, avendo lui stesso invitato la cittadinanza a trattenere la spazzatura in casa. Quindi avrebbe dovuto convocare già da ieri i sindacati per risolvere l'emergenza in città". Ed ecco la ciliegina sulla torta: la fase finale della raccolta differenziata, a Lecce, potrebbe vanificare gli sforzi dei singoli utenti dato che, conclude il sindacalista, “i rifiuti differenziati, una volta arrivati in cantiere, vengono spesso mischiati con l'umido e conferiti in discarica".

venerdì 25 febbraio 2011

da Il Fatto Quotidiano ... no comment

Da IL FATTO QUOTIDIANO
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/25/chiesto-l%E2%80%99arrestodi-tedescoil-pd-che-fara/93915/

Chiesto l’arresto di Tedesco. Il Pd che farà?

L’inchiesta della Procura di Bari sulla sanità pugliese illumina uno scenario che non può essere relegato alla sola vicenda giudiziaria: al centro dello scandalo c’è la gestione politica operata dal Pd e dal presidente Nichi Vendola. Ieri il gip Giuseppe De Benedictis ha firmato la richiesta d’arresto per il senatore del Pd Alberto Tedesco, trasmessa alla Giunta parlamentare per le autorizzazioni a procedere. L’ex assessore regionale alla Sanità è indagato per vari episodi di concussione: secondo l’accusa “pilotava le nomine dei dirigenti generali delle Asl pugliesi verso persone di propria fiducia e, attraverso questi, controllava la nomina dei direttori amministrativi e sanitari in modo da dirottare le gare di appalto e le forniture verso imprenditori a lui legati da vincoli familiari o da interessi economici ed elettorali”. Se la sua richiesta di arresto – arrivata comunque dopo ben due anni d’indagine – pende dinanzi alla Giunta è perché, a indagini in corso, Tedesco fu nominato senatore, come primo dei non eletti, grazie alla scelta del Pd di candidare alle elezioni europee Paolo De Castro, che lasciò libero il suo posto in Senato.
Luigi De Magistris (Idv) si augura che la Giunta “non ostacoli il lavoro della magistratura”, mentre Felice Casson (Pd) è sibillino: “Leggeremo i documenti, poi essendo un organismo paragiurisdizionale, decideremo autonomamente”. Rosy Bindi invece chiede che l’essere parlamentari non risulti uno “scudo”. E nei documenti il gip descrive un “collaudato sistema criminale, stabilmente radicato nei vertici politico-amministrativi della sanità regionale”.
Lo scenario è quello di una spartizione nella quale Nichi Vendola svolge un ruolo che – seppure molto diffuso e giudicato dall’accusa non penalmente rilevante – non è politicamente edificante. In una nota il gip verga una critica per niente velata sulla posizione del governatore pugliese, per il quale, la procura, dopo aver disposto l’iscrizione nel registro degli indagati, ha chiesto un’archiviazione che non è stata ancora disposta. Le 316 pagine firmate dal gip sono un duro atto di condanna alla politica pugliese: “Le indagini – scrive de Benedictis – hanno dimostrato che la invasività della politica non era una cosa sporadica ma, purtroppo, tutte le decisioni e gli indirizzi di politica sanitaria erano orientati quasi esclusivamente in una prospettiva clientelare di ritorno del consenso elettorale e di acquisizione di indebite utilità nelle gare pubbliche”. Anche il segretario regionale del Pd, nonché sindaco di Bari Michele Emiliano, parlando con Tedesco (mentre Vendola voleva sostituirlo all’assessorato nel 2008) parla della sanità come di un sistema di consensi: “Lui (Vendola, ndr) dice: ‘io, in questa maniera, mi impadronisco del sottosistema e nelle prossime elezioni, l’Assessorato anzichè stare in mano al Pd sta in mano a me’…”.
Ma il passaggio più duro, per la credibilità di Vendola e della sua politica sanitaria, arriva dall’analisi del capo d’imputazione “F-3” attribuito a Tedesco: l’abuso d’ufficio per aver chiesto a Guido Scoditti (anch’egli arrestato ieri) di “rimuovere il direttore sanitario della Asl di Lecce Francesco Sanapo e di nominare, al suo posto, il dottor Umberto Caracciolo, più disponibile a esaudire ordini dall’alto”. Sulla “destituzione” di Sanapo è d’accordo anche Vendola ma, secondo l’accusa, non vi sarebbe reato: il governatore avrebbe agito seguendo la logica dello “Spoil System”. Ma il gip critica l’impostazione della procura. “L’adesione del governatore Vendola alla destituzione di Sanapo – scrive il gip – secondo la procura è stata dettata da criteri di spoil system, a differenza da quanto ritenuto per Tedesco”.
Poi aggiunge un episodio politicamente rilevante: “La prassi politica dello spoil system era talmente imperante da indurre Vendola, pur di sostenere alla nomina di direttore generale un suo protetto, addirittura il cambiamento di una legge per superare, con una nuova legge a usum delphini, gli ostacoli che la norma frapponeva”. Dice Tedesco al telefono: “Quello non ha i requisiti sta come direttore generale, quello che vuoi nominare”. “O madonna santa – risponde Vendola – la legge non la possiamo modificare?”. Vendola ipotizza quindi una sorta di legge ad personam. Ma qual è la differenza con Tedesco considerato che, come sottolinea il gip, “non solo Tedesco, ma anche Vendola, ha fortemente voluto la sostituzione di Sanapo con Caracciolo”? Il gip aggiunge che la richiesta di archiviazione – poi accolta – per Vendola avviene perché “la pubblica accusa non ha ritenuto sostenibile neppure l’abuso d’ufficio”. Lo stesso abuso d’ufficio che, insussistente per Vendola, per lo stesso episodio, viene contestato a Tedesco e Scoditti. Il governatore (che a causa dell’inchiesta azzerò la Giunta) ha commentato – considerato che il gip ha disposto solo 7 arresti sui 24 richiesti – che l’impianto accusatorio risulta “ridimensionato”. Nell’attesa della sua definitiva archiviazione, non risultano altrettanto ridimensionate, a giudicare dagli atti, le sue responsabilità politiche.

Da Il Fatto Quotidiano del 25 febbraio 2011



Manifesti...

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mercoledì 23 febbraio 2011

Articolo di giornale da "Il Gallo"

Taviano: la rabbia dei commercianti

Grande la rabbia di alcuni titolari di attività commerciali per una discutibile decisione dell’Amministrazione comunale, ossia di chiudere al traffico una delle strade più importanti, via Immacolata, per lavori in corso e soprattutto per un periodo lunghissimo, oltre un anno. L’intenzione dell’Amministrazione guidata dal sindaco Salvatore D’Argento era di cambiare il manto stradale di via Immacolata, rendendola via di passeggio e soprattutto sostituirne il catrame con dei basolati particolari, affidando l’appalto ad una ditta di Bari per una somma complessiva di circa 200mila euro. Ma i lavori si sono protratti molto più del previsto e non sono mancati gli incidenti di percorso, come i danni a persone per la mancata segnalazione di punti di pericolo e la mancata realizzazione di una staccionata in legno che permettesse ai cittadini di accedere alle tante attività commerciali presenti in via Immacolata, circa 13, tra le più variegate e per un raggio di azione di circa 150 metri di lunghezza e circa 5 di larghezza. I titolari di queste attività, attraverso un manifesto pubblico, hanno attaccato duramente il governo cittadino, l’Ufficio di competenza e l’Assessorato ai Lavori pubblici. “Siamo stanchi”, dicono gli esercenti di via Immacolata, “e siamo ridotti ormai quasi a chiudere dopo più di un anno di sofferenza e soprattutto di sollecitazione all’Amministrazione in modo che terminassero in tempi rapidi i lavori appaltati. Sono stati previsti su questa strada solo quattro parcheggi per 13 attività commerciali: ci chiediamo come si possa prendere una decisione del genere! E’ stato sostituito il manto stradale con un tipo di basolato molto particolare e pericoloso per i passanti perché troppo acuminato. Siamo stati isolati dal mondo commerciale per oltre un anno con perdite che ci hanno messo nella condizione di decidere di chiudere le nostre attività per la mancanza di incassi. Chi ci risarcirà di tutto questo? Lo chiediamo con forza al signor Sindaco che ha fatto solo promesse finite del dimenticatoio. Chi sfamerà le nostre famiglie una volta chiusa la nostra attività? Noi paghiamo le tasse come tutti gli esercenti eppure siamo stati calpestati nella nostra dignità. Abbiamo molta rabbia perché spendere soldi pubblici e tanti, inutilmente, per ridurre la vita di via Immacolata in questo modo, oggi ancora chiusa al traffico non si sa per quale motivo, significa volere male alla propria città”. Le opposizioni consiliari hanno affiancato i commercianti in questa protesta: “ La città non merita questo”, dichiara Carlo Portaccio di “Taviano Libera”, “ho ascoltato i titolari degli esercizi di via Immacolata e ho visto nei loro occhi solo tanta rabbia e disperazione. Hanno avuto il coraggio di pubblicare un manifesto in cui hanno chiarito le loro posizioni. Siamo convinti che quanto fatto da questa Amministrazione sia stato del tutto sbagliato, cioè appaltare lavori per così lungo tempo e soprattutto per una  somma così onerosa a spese dei cittadini, creando danni ad aziende sino a ieri vive nel nostro tessuto economico. Faremo sino in fondo la nostra parte cercando di approfondire la situazione e soprattutto di non abbandonare a se stessi chi ha visto calpestati i propri diritti”.
Giuseppe Aquila

Sicuramente i commercianti non finiranno mai di ringraziare, per tutta la loro vita, l'appoggio morale ricevuto (solo) in questi giorni da parte dell'Avvocato Portaccio e di "Taviano Libera". Ma forse l'opposizione dimentica che la vera politica va fatta tutti i giorni, facendo valere i diritti dei cittadini. Non basta stampare "manifesti" o dare un voto sfavorevole ad un qualsiasi progetto. Come al solito i nostri "amati politici" non fanno altro che farsi la guerra tra di loro e fare propaganda elettorale lasciando allo sbando una città degna di ben altro.

Servi della Gleba

da Il Fatto Quotidiano- Il cane siamo noi

Il cane siamo noi


Un cane che fa la pipì contro un lampione. Esegesi grafica della storica frase del grande giornalista statunitense Henry Louis Mencken (1880-1956): “Il rapporto tra un giornalista e il potere deve essere quello che c’è tra un cane e un lampione”. Questo mi ha fatto innamorare dei giovani che hanno inventato 20 centesimi.
Questa storia nasce in Puglia. Terra strana e complessa, spaccata fra le catarsi collettiva della Taranta e gli ulivi secolari. Bruciata dal sole e dalla buona creanza. Una terra atipica del Sud, il cui governatore è dichiaratamente gay e arriva dalle fila di un partito quasi estinto. Un posto che non potrebbe esistere, se non esistesse già. E conficcati nel tacco di questo posto strampalato e stregato, vivono i giovani capitani coraggiosi di 20 centesimi. È il Salento, baby.
Cosa si sono inventati? Un quotidiano d’opinione e d’inchiesta. Forse il primo in Italia con questo taglio editoriale. Sono in sette. Nel 2009 decidono di fondare una cooperativa dal nome evocativo: Laboratorio Giornalisti Indipendenti. Cinque di loro hanno meno di trent’anni.
Francesco, il presidente, ne ha ventisette. Hanno l’ardire di creare qualcosa di nuovo, la loro cattedrale nel deserto.
Fanno un investimento personale, giusto le spese di costituzione, fra i 50 e i 100 euro. E cercano sponsor. Ne trovano uno che garantisce i costi di stampa. La fonte di sostentamento è la pubblicità, con le vendite invece coprono la distribuzione. Decidono di tenere al minimo i loro rimborsi per far sì che il progetto cresca e si solidifichi.
All’inizio escono ogni quindici giorni, poi tentano l’impossibile: il passaggio a quotidiano.
Ci riescono nel febbraio del 2010. Il logo: un cane che piscia contro il lampione.
“Il cane siamo noi” si dicono. Vogliono crescere come giornalisti indipendenti. Rimanere sempre giovani come sono in quel momento. Nel senso di coltivare uno spirito che arde e non si ferma davanti alle distorsioni del potere, e si fanno coraggio a vicenda. Ce la faranno?
All’inizio il giornale è composto da un solo foglio A3 color salmone, stampato ogni sera in redazione con una fotocopiatrice in bianco e nero. Ma – incredibile a dirsi – riescono ad arrivare nelle edicole della loro città ogni mattina all’alba. Come fanno? Ognuno di loro, a turno, rimane in redazione per stampare 2mila copie e per portare al distributore la paccata di fogli rosa. Romantico e folle. Mani sudate e notti insonni. La distribuzione li fa arrivare in tutte le edicole di Lecce e Brindisi. Il giornale è omonimo del prezzo di copertina.
La cosa più divertente di tutta questa storia è che il direttore ha sessant’anni. Ma è lui il dipendente della società editrice dei ragazzi. Sono i giovani a dargli lavoro. D’altronde, in redazione, sono tutti d’accordo che la gioventù non è un fatto puramente anagrafico. Quel “grande vecchio” è più pazzo di loro e lo rispettano come un maestro.
La città all’inizio è scettica. E poi quel cane quasi osceno in copertina… Il tentativo però è proporre una lettura di senso dei fatti politici, economici, sociali e culturali che animano (o non animano) il Salento e la Puglia. Cronaca non ne fanno. Sfacciati!
Oggi 20centesimi è un giornale un po’ cult, che spacca le opinioni. I ragazzi del cane che piscia contro il potere sognano di passare a otto pagine e poi a sedici. E sognano ancora. Come solo i giovani sanno fare. Chapeau.

di Alessandra Sestito

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/22/i-ragazzi-del-cane-che-urina/93416/





lunedì 21 febbraio 2011

Risposta dell'amministrazione...

Vorrei mostrarmi indignato per il contenuto...
ma per ora CONTINUO  a scandalizzarmi nel vedere "manifesti istituzionali"  (pagati con i soldi di tutti)
...utilizzati a mò di propaganda .