giovedì 3 marzo 2011

Circonvenzione di rapace - di Marco Travaglio... da leggere per capire quante frottole ci raccontano!

Circonvenzione di rapace


Gentile Cavaliere, scusi l’insistenza, ma abbiamo come l’impressione che Lei continui a farsi del male. Non per colpa Sua, ci mancherebbe: Lei non ha colpe, mai. Ma per colpa di chi La circonda e, se ci consente, La mal consiglia.
L’altro giorno, per esempio, lei ha annunciato a una scelta platea di somari, fra i quali numerosi ministri, che Lei ha “rinunciato da tempo ad avere un telefonino perché il mio era esposto a ogni tipo di intercettazione”. Ora, non sappiamo chi Le abbia consigliato una simile scempiaggine, ma possiamo assicurarLe che costui L’ha ingannata. Anzitutto il Suo telefonino non è mai stato intercettato (dal 1994 Lei è un parlamentare e come tale non può essere ascoltato; prima, per quanto più volte indagato, non risulta che i giudici Le abbiano mai messo sotto controllo i telefoni, salvo una volta, nel 1983, quand’era sospettato di traffico di droga, accusa poi archiviata). Ogni qual volta è stata captata la Sua voce in conversazioni telefoniche, è perché i giudici stavano intercettando i telefoni dei Suoi interlocutori: personaggi indagati (l’immobiliarista Della Valle, Dell’Utri, Saccà, Cuffaro) o possibili vittime di Suoi reati (Ruby-Karima e altre Papi-girls).
Il che significa, signor Presidente, che per non essere più ascoltato non le basterà rinunciare al telefonino personale e usare quello del suo caposcorta (come per la telefonata in Questura per Ruby) o di qualcun altro, o magari un’utenza fissa: se un giudice intercetta l’altro interlocutore, Lei può pure parlare da una cabina telefonica, sempre che arrivi all’apparecchio, ma la sua voce sarà registrata lo stesso. Quindi, se non vuol essere ascoltato, delle due l’una: o smette proprio di parlare (rendendo, fra l’altro, un gran servigio ai nostri timpani e alla nazione tutta), magari passando al più sicuro sistema dei pizzini molto in voga in ambienti a Lei vicini; oppure cerca di selezionare meglio i Suoi interlocutori, evitando mafiosi, corruttori, papponi e mignotte. Ogni anno, in tutta Italia, vengono intercettate dalle 5 alle 10 mila persone, perlopiù delinquenti matricolati: ecco, Lei tenti, per quanto possibile, di parlare con le altre (sono parecchie, circa 60 milioni). Vedrà che parlare con gente onesta non è poi così traumatico. Ci riescono in tanti.
Sempre l’altroieri, Lei ha allietato la giuliva platea con la contabilità al dettaglio dei Suoi processi: “Oggi si celebra la 2.952esima udienza a mio carico. Io sono l’uomo più processato d’Italia, ho avuto 103 procedimenti, oltre 50 andati a dibattimento”. Scusi l’indiscrezione, ma chi Le scrive i testi? Chi le ha messo in testa queste baggianate? Olindo Sallusti? Filippo Mèches? Mutanda Ferrara o Mutandino Ostellino? Dia retta a noi, che i Suoi processi li seguiamo amorevolmente fin dall’inizio: i procedimenti sono una trentina in tutto, di cui 19 andati a dibattimento e gli altri archiviati. Anche ammettendo che ciascun dibattimento abbia prodotto cento udienze, cifra iperbolica, saremmo ben sotto le 2.000.
A questo punto però, siccome Lei sostiene di avere “speso 600 miliardi di lire” (300 milioni di euro) in avvocati in 17 anni, ci sorge un sospetto: che i suoi avvocati non Gliela raccontino giusta. Del resto, sono gli stessi che Le avevano garantito la sopraffina costituzionalità del lodo Schifani, del lodo Alfano, del legittimo impedimento, dell’abolizione dell’appello ma solo per il pm, tutta robaccia regolarmente bocciata dalla Consulta (e non perché la Consulta sia di sinistra, ma perché la robaccia era incostituzionale). Già ci pare di vederli mentre s’inventano anche i processi che Lei non ha, per poter dire di averne vinto qualcuno: la mattina escono dicendo “Presidente, stamane c’è il processo Spectre”, “Oggi abbiamo il dibattimento del caso Supercazzola Brematurata”, “Domani non ci siamo, c’è ludienza sullo scandalo Comefosseantani”, “Veniamo dal tribunale, grazie a noi Lei è stato assolto dall’accusa di abigeato”. Poi vanno in camporella, o al biliardo, o al circo. E Lei paga.

Il Fatto Quotidiano, 2 marzo 2011



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Non sono berlusconiano non lo sono mai stato è mai lo sarò ma travaglio chi è il gesucristo dei giornalisti se condanna persone come ostellino(chissà perchè propio ora )che gli fà un baffo è la cultura di ferrara è immensa quanto la sua pancia(anche se come tutti spesso dice cose in cui non ci si rispecchia) poi in questo paese se sei contro berlusconi sei un eroe vedi i vari santoro saviano lo stesso travaglio se sei contro sei un lecchino un ignorante uno di una classe inferiore contenti loro sono felice di essere uno dei tanti elettori di DESTRA (ingnoranti)e di non avere nulla a che spartire con questi signori è sono convinto che il giorno che berlusconi sparirà dalla politica o morirà sti poveri cristi non avranno più nulla da scrivere e poi mettevelo in testa gli italiani purtroppo o per fortuna vogliono berlusconi se travaglio vuole si metta il politica e si faccia eleggere sperando che cambino la legge e si voti la persona e non chi vogliono loro; sono mesi che si parla dello scandalo papy girl parlino di politica e li che si giudica un governo non su ciò che fa berlusconi questo è la opinione di un povero elettore inferiore (secondo travaglio) di destra.

Anonimo ha detto...

Anonimo, vuoi parlare di politica del governo Berlusconi?
Lo facciamo subito:
1-Lodo Alfano (bocciato perchè incostituzionale);
2-Processo breve;
3-Legge sulle intercettazioni;
4-Scudo fiscale;
5-Farsa risoluzione del terremoto a L'Aquila;
6-Questione rifiuti a Napoli (mai risolta);
7-Continui scandali a sfondo sessuale (D'Addario, Ruby, Minetti, etc,etc...);
8-Riforma della giustizia (ovviamente per i suoi comodi);
9-Federalismo municipale (vedrai peresto gli effetti devastanti, grazie anche all'inettitudine dell'attuale classe politica);

Questi sono il riassunto di 3 anni di governo Berlusconi.
Dove sono le riforme atte al bene dei cittadini di ogni ceto sociale (non solo per i similari del papy)?