sabato 12 dicembre 2009

le leggi AD PERSONAM continuano... questa volta le fa la sinistra!

Un «Lodo Emiliano»: e il sindaco si candida senza dimettersi
(da La Gazzetta del Mezzogiorno.it)
BEPI MARTELLOTTA
BARI - Spunta in sordina l’«Emilianum» , ovvero l’emendamento con cui abrogare l’ineleggibilità dei sindaci e consentire a Michele Emiliano di candidarsi a governatore per le prossime regionali senza doversi dimettere da sindaco di Bari. L’operazione, portata avanti dai consiglieri regionali più vicini al sindaco, Nicola Canonico del Pd e Giacomo Olivieri dell’Idv, è stata inizialmente stoppata durante il vertice di maggioranza convocato dal Centrosinistra per trovare la quadra sulla riforma della legge elettorale, quando il capogruppo Pd Antonio Maniglio ha provato a buttarla sul tavolo.
Ma si è fatta mano mano strada con la raccolta di firme a margine del dibattito in aula sulla riforma e approderà in consiglio regionale il prossimo 19 gennaio, terminata la sessione di Bilancio che parte oggi per concludersi il 22 e 23 dicembre con la votazione della manovra finanziaria in aula.
Il lasciapassare per il sindaco, che i vertici del Pd intendono candidare onde isolare il governatore uscente Nichi Vendola e chiudere l’accordo per l’«Alleanza per il Sud» con Idv e Udc, apre un’autostrada anche nella trattativa coi piccoli partiti del centrosinistra, che avevano inaugurato la giornata col negoziato sulla riduzione della soglia di sbarramento (fissata dalla legge al 4%), strappando al Pd solo la concessione di una sforbiciata al 3%. L’emendamento, infatti, prevede il rinvio alla prossima legislatura dello sbarramento - fissato dalla legge 2005 voluta dal governo Fitto e che, in assenza di modifiche, scatterebbe alle prossime elezioni - spianando la strada a tutti i «cespugli» che il prossimo anno temono di non sedere nuovamente sui banchi dell’aula di via Capruzzi: in pratica, anche l’anno prossimo non vi sarebbe alcuna soglia.
La strada dell’«Emilianum», però, non è in discesa: 8 dei 23 consiglieri Pd (oltre a Canonico, Pina Marmo, Enzo Russo, Enzo Cappellini, Pino Romano, Donato Pentassuglia, Francesco Ognissanti e Sergio Povia), insieme a Olivieri e al verde Mimmo Lomelo, l’hanno sottoscritta ma occorrerà convincere gli altri «cespugli» ad allontanarsi da Vendola e dalla sua Sinistra e Libertà e, soprattutto, superare le barricate già manifestata dal Pdl, che - per opportunità politica - in questa fase sta difendendo la candidatura del presidente uscente.
L’asse tra centrodestra e governatore, assediato dal Pd, è evidente ed ha un obiettivo: il Pdl intende scippare agli avversari l’accordo che potrebbero chiudere con l’Udc su un nuovo candidato. Quanto al percorso legislativo dell’«Emilianum», la Puglia - denuncia Olivieri - è l’unica regione in Italia ad aver stabilito l’ineleggibilità dei sindaci, visto che in altre regioni viene sancita solo l’incompatibilità tra le due cariche: quest’ultima, se fosse in vigore, consentirebbe a Emiliano di candidarsi senza perdere il «paracadute» della poltrona di sindaco, che manterrebbe in caso di sconfitta.
Il provvedimento, varato durante il governo Fitto, aveva l’obiettivo di evitare situazioni di concorrenza sleale in campagna elettorale tra amministratori in carica (sindaci e presidenti di provincia oltre i 15mila abitanti), già legittimati dall’elettorato, e aspiranti alla carica di consigliere regionale. Nei fatti, obiettano gli autori dell’«Emilianum», la legge pugliese del 28 gennaio 2005 è anti-democratica e in contrasto con la norma nazionale. Quanto al Comune di Bari il percorso è già studiato ed eviterebbe il «bagno di sangue» di elezioni anticipate o del commissariamento prefettizio per giunta e consiglieri comunali eletti lo scorso giugno. A dieci giorni dall’insediamento di Emiliano, se eletto, la carica di sindaco decadrebbe e ne assumerebbe la delega - come prevede il Testo Unico degli enti locali - il vicesindaco fino a nuove elezioni (presumibilmente, non prima di un anno). E anche su quella carica, come noto ricoperta da Alfonso Pisicchio ma invisa agli ex sodali dell’Idv, l’accordo politico sarebbe tracciato con il passaggio all’Udc, da suggellare alle elezioni comunali con la corsa di un nome gradito ai centristi (l’imprenditore Nicola De Bartolomeo).
Dall’Udc, chiamato in causa, fanno sapere che sono pronti a dare voto favorevole all’emendamento, pur non avendolo sottoscritto. I contatti telefonici col partito di Casini hanno indotto il capogruppo Antonio Scalera a riservare l’adesione dei centristi al provvedimento quando sarà in aula, pur lamentando «scarso coinvolgimento» nell’iniziativa assunta dal Pd. Il partito di Bersani, invece, pur spaccato sulle candidature, è così riuscito a mandare il segnale che Emiliano attendeva: il sindaco - che aveva sottoposto proprio a quel «paracadute» il suo sì alla richiesta di D’Alema e Bersani di candidarsi - dovrà attendere il 19 gennaio, ma la misurazione del suo «peso» nella Regione, con le firme che vanno avanti, è già significativa.
«Se ci fosse la disponibilità di tutti i partiti il Pd non si tirerebbe indietro» spiega Maniglio, pur scettico sull’opportunità di inserire una modifica a poche settimane dal voto. Il match è agli inizi e di mezzo ci sarà un banco di prova non da poco per la maggioranza e il governatore: il Bilancio.
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Nichi Vendola: «Legge cucita addosso a qualcuno, non ci sto»


BARI - A Roma si studia la via d’uscita, a Bari si fa la guerra. È questo il quadro del braccio di ferro ingaggiato dal Pd e Vendola sulla questione delle Regionali in Puglia. Ieri, mentre Pierluigi Bersani e Pierdinando Casini consumavano un nuovo pranzo insieme per studiare il quadro delle alleanze e l’anomalia pugliese (col no di Casini al governatore uscente e il Pd che tenta di candidare Emiliano), Nichi Vendola volava a Roma per ricucire la tela sulla sua ricandidatura dopo aver lasciato, in consiglio regionale a Bari, la rabbia per il «lodo Emiliano», il salvacondotto legislativo approntato dai Democratici per la candidatura del sindaco di Bari.
Vendola non avrebbe incontrato Bersani, ma di sicuro il leader di Sinistra e Libertà ha già incassato il sostegno degli ecodem, i senatori Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante contro i «modesti tatticismi» e la «meschina realpolitik» messa in atto dal partito a suo discapito.
E Nichi è pronto a chiedere chiarimenti ai vertici del Pd - sostenuto da un pezzo del partito che va dalla Bindi a Franceschini - anche sul disconoscimento delle primarie per la scelta del candidato, primarie da lui sollecitate a gran voce ma sinora respinte dai Democratici col timore di perdere l’alleanza dell’Udc in caso di una sua vittoria.
A Bari, intanto, andava in scena la battaglia legislativa. «Immaginare di mettere mano alla legge elettorale chiamando sarti improvvisati che devono tagliare e cucire l’abito che serve al momento - ha attaccato in aula il governatore - è una discussione di bassa cucina». Vendola ha insistito sulla necessità di mettere mano ad una legge che si basi innanzitutto sui principi, ammonendo Michele Emiliano - rimasto dietro le quinte ma dai più considerato il vero «burattinaio» dell’emendamento portato ieri in Aula - e il centrosinistra sui rischi di presentarsi agli elettori con scappatoie legislative prive di adeguate motivazioni.
«Se si pensa di fare della legge elettorale l'abito che serve a qualcuno, io dico che si va di fronte al pubblico nella peggiore delle maniere e, probabilmente, i protagonisti sulla scena inciamperanno. Perché senza principi, senza un orizzonte, senza una bussola non si va da nessuna parte». Allora quale bussola seguire? Intanto l’ingresso delle donne nella politica. Appare questo l’unico elemento in comune tra il governatore e il Pd in queste settimane di battaglia: il segretario Sergio Blasi, infatti, ha già caldeggiato la pdl fatta dalla Campania - ma su cui è atteso il responso della Corte Costituzionale - che prevede la doppia preferenza uomo/donna. «Abbiamo fatto una legge elettorale - ha detto Vendola - che aumenta a 70 il numero dei consiglieri regionali eppure sono state elette solo due donne».
E ancora, «il fallimento del bipolarismo», che implica la necessità di dare spazio a tutti i partiti, e la necessità di coniugare la governabilità senza cadere nella frammentazione politica. Temi su cui Vendola si dice disposto ad intervenire, ma ad un patto, patto che apre le porte al consenso del centrodestra: «non si possono fare colpi di maggioranza».
«Non è neanche immaginabile - gli dà man forte Nicola Fratoianni di Sel - pensare di collegare la discussione della legge al dibattito sulle candidature». Sabato se ne riparlerà al Kursaal alle 11, dove Nichi Terrà una conferenza stampa. La guerra va avanti.
b. mart.
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INDECISI SU CHI VOTARE ?!!!
Tra uno schifo e l'altro al massimo potremo essere afflitti da una colossale NAUSEA!
Votare per Vendola che si è circondato del peggio del peggio ?
Votare per Emiliano che per controllare tutto e meglio vuol eliminare anche l'unica "botta di speranza" (chiaramente DELUSA!) che si chiama Vendola ?
Votare per il centrodestra che oltre ad esser inaffidabile permetterà l'accesso del NUCLEARE in PUGLIA ?!!!
ODDIO che grandisoso SCHIFO!!!!

venerdì 11 dicembre 2009

Riflessioni

Girando per Taviano (oramai da tempo)
l'unica cosa che ti colpisce (a parte l'estremo caos del traffico assolutamente non governato da provvedimenti degli amministratori e o dalla presenza di vigili - basta prendere ad esempio l'incrocio vicino ai Flli Cacciatore dove il caos regna sovrano ogni ora del giorno)
sono i camion parcheggiati in maniera assurda nell'intento di addobbare
(per la Madonna, o la Cappeddra, o San Martino, o l'Immacolata, o Santa Lucia o per Natale) l'intero paese.

Anche se i cittadini non hanno da mangiare o da pagar le tasse,

DEVONO subire l'onta del VEDERE il paesucolo in festa !

Quindi negozi vuoti (eccezion fatta per i negozi cinesi, le ricevitorie dei giochi dove si tenta disperatamente la fortuna ed un supermercato)  luci, lucine (ad intermittenza o meno),
alberi addobbati, e, se volete vedere l'effetto nevicata (pagate 200 euro se siete baristi!) 
vi recherete in Piazza del Popolo.
Berlusconi ha insegnato che "apparire è importante"
e i politucoli da strapazzo fanno di tutto per apparire...
...anche se l'agricoltura è alla canna del gas,
anche se la gente non sa più a che santo votarsi,
anche se le attività chiudono come mosche colpite dall'insetticida,
anche se in tanti cercano disperatamente un lavoro anche fuori Italia...
..."loro" ci accollano i debiti di mercaflor
ed insistono nell' "apparire",
stringendo mani a più non posso ed estasiandoci con straodinari sorrisi a dodicimila denti (sbiancati per l'occasione!) .

E, purtroppo, APPAIONO...
come fantasmi che sbiadiscono con l'avanzare delle lancette dell'orologio,
ma appaiono (resta loro solo un anno e mezzo e poi scompariranno nell'oblio del tempo) .

Appariranno (a mio avviso) anche nell' "almanacco delle peggiori amministrazioni locali"
...certamente al primo posto...
ma appariranno.

L'unica cosa che tentano di far bene (ma non ne sono certo di questo, dato che io non le frequento) sono le FESTE.

...Ma Taviano non è una discoteca, non è il paese dei balocchi,...
...è un paese con seri problematiche che andrebbero affrontate e risolte
da chi lo sa fare.
Taviano è un paese  importante (anzi era) che ha numerosi "figli di notevole grandezza" 
tutti dimenticati, non ascoltati e quasi nascosti poichè (per vari motivi) non sono annoverati tra i "lecchini delle varie amministrazioni" )
Quindi CAOS RACCOLTA SPAZZATURA (niente raccolta vetro da tempo, ma perchè anche NIENTE raccolta allumino e varie scatolette?! ...nei prossimi giorni - dopo il 15- ne vedremo delle belle SE NON PAGANO!),
caos traffico, ambiente ovunque deturpato, disinteresse per ogni cosa che può far crescere civilmente ed economicamente il paese
(ma le centinaia di migliaia di euro per pagare i debiti ALTRUI,
i 2.000.000  di euro per la pista di atletica- "VITALE" per Taviano ci renderà "tutti ricchi", ...ma forse più per alcuni politici !- , 
e quei 2.500.000 per "sistemare" la megastrada Taviano Mancaversa SI TROVANO... ovviamente non pagati da loro (per le ultime 2 elencate)...
ma sapete quanti finanziamenti su altre materie esistono MAI CONSIDERATI ne richiesti ?!!!) .

Taviano è un paese che dovrebbe vivere più che agiatamente di AGRICOLTURA, TURISMO, e servizi...
e, se fosse nelle mani di POLITICI (a mio parere) COMPETENTI, probabilmente ci riuscirebbe...
magari lentamente... ma ci riuscirebbe.

Attualmente, invece, moriamo di inedia, perdendoci alla deriva...
divenendo sempre più poveri in tanti e facendo arricchire sempre di più i soliti ...

(continua) 

giovedì 10 dicembre 2009

Un interessante articolo che per curiosità vi propongo

(da la Gazzetta del Mezzogiorno.it)
Mistero sulla Murgia
le auto a folle risalgono la pendenza
di Nicola Curci



POGGIORSINI - I fungaroli a caccia di cardoncelli e cosche passano davanti a un vecchio epitaffio sulla Murgia, a pochi chilometri in linea d’aria da Castel del Monte. Qualcuno si segna, un altro passa senza guardare. Molti non sanno nemmeno a cosa rimandi quella croce nera. Un luogo misterioso, quanto misconosciuto. Una caligine di mistero che protegge il dubbio.
Basta parcheggiare la macchina proprio davanti al cippo per rendersi conto che la logica della fisica tradizionale finisce davanti all’insostenibilità del portento. Motore spento, marcia in folle, nessun freno inserito ed anche un pesante autocarro inizierà a scalare a passo sostenuto quello che, anche il rigoroso livello a bolla d’aria, ci rivela essere un leggero pendio. Senza trucco e senza inganno.
Potere della suggestione o c’è dell’altro? Quello spicchio di steppa pugliese detta Murgia ha memoria di strane coincidenze, tutte marcate con decisione sul quaderno della storia.

L’incidente La lancetta dell’orologio del tempo si sposta indietro, alle 20,40 del 30 ottobre del 1972. È buio pesto quando un Fokker F27, il volo di linea 327 ATI proveniente da Roma verso Bari si schianta sulla Murgia, tra Corato e Poggiorsini, contro la stalla di un complesso colonico a Masserie Nuove. Perdono la vita 27 persone (22 passeggeri e 5 membri dell’equipaggio). Salva per miracolo un’intera famiglia di coloni, quella del 51enne coratino Giuseppe Rutigliano, che pranzava con sua moglie, la 47enne Eugenia Tarantino, ed il piccolo Paolo, di soli 10 anni. Il Fokker termina la sua corsa distruggendo la stalla della masseria, uccidendo circa 200 tra pecore e vitelli. I cronisti, arrivati sul posto poco dopo i soccorsi, descrivono l’atmosfera come assolutamente surreale, stridente nei contrasti.
«Una scena terribile, - ricorda Antonello Ambruosi, all’epoca giovane cronista - una vera tragedia. Per superare il cordone di polizia e carabinieri dovemmo aggirare la masseria a piedi nel buio pesto. Ci capitò di passeggiare sui rottami nostro malgrado e, forse, di schiacciare anche qualche cadavere. Ma la scena più sinistra era costituita dalla visione delle pecore, nella stalla. Ancora su quattro zampe. Ma carbonizzate. Nessuno capì nulla di quello che era realmente accaduto, si fecero tante congetture. Ma il fatto restò avvolto nel mistero».
Per davvero. L’altimetro, che funzionava, segnalava la quota esatta, 1.450 piedi, ossia 460 metri sul livello del mare. Il bollettino meteo non parlava di turbolenze, il cielo stellato, la voce del pilota che aveva comunicato «pista in vista» a 50 km circa dall’atterraggio, nonostante le condizioni di visibilità ottimali. Tutte argomentazioni troppo stridenti con quello che accadde.
Si finì per dare la colpa al pilota, Giuseppe Cardona, palermitano, veterano del volo, il cui corpo venne trovato fuori dalla cabina, in prossimità della coda del velivolo, dando vita a congetture strane sugli ultimi istanti del Fokker. Poi ogni altra supposizione venne congelata. Ed il caso venne mandato in archivio.

Strane coincidenze Anche se nessuno mai si disse abbastanza soddisfatto dall’esito delle indagini parallele della Direzione aeroportuale di Bari e delle procure di Trani e Bari, coordinate dai magistrati Piccarreta e Bisceglia.
Erano, infatti, passati solo 17 giorni dal disastro aereo delle Ande, in cui perirono 29 persone a bordo del volo 571 della Fuerza Aerea Uruguaya che trasportava in Chile una squadra di rugby. La storia dei 16 sopravvissuti, salvati due mesi dopo, è arrivata a noi attraverso la cinematografia. Ma nessuno pensò che, anche per quel disastro, si trattava di un Fokker F27, attrezzato con un sistema di navigazione uguale a quello dell’incidente pugliese, il cosiddetto Vor (Vhf Omnidirectional Range), che ha costituito, fino alla rivoluzione del Gps, lo standard di navigazione aerea per voli a corto e medio raggio. Un sistema ritenuto sicuro, ma pur sempre condizionato dal magnetismo terrestre.
L’osservatorio Bendandi di Faenza, a tal proposito, parlò di influsso nefasto di una tempesta solare sulla sciagura del 30 ottobre, azzardando una congettura suggestiva per i tempi. Affascinante come quella del «disco rosso», un oggetto volante misterioso avvistato da un testimone a poche decine di minuti dalla caduta del Fokker nei cieli di Corato, dettaglio che venne inserito nel corposo faldone d’indagine dal direttore dell’aeroporto di Bari, Mario Cascella.
La seduzione misterica dei luoghi, poi, ha fatto il resto. A 200 metri dalla masseria centrata dall’aereo giace la necropoli di San Magno, misterioso complesso di tumuli funerari dell’Età del bronzo ancora parzialmente da indagare. L’occhio attento scorge in lontananza la sagoma inconfondibile del Castel del Monte, un’icona del dubbio ed un trattato architettonico di alchimia ed esoterismo. Ad un tiro di schioppo, la più grande polveriera d’Europa, quella di Poggiorsini, ed almeno tre siti nucleari. E, nella memoria collettiva, le tante storie di pastori che cianciano ancora di una grande collina cava, proprio tra le tante alture steppiche, un sesamo stipato di improbabili aggeggi.
Il mistero L’arcano resta in piedi gagliardo, anche grazie ad un autovettura che si muove da sola, in un luogo misterioso, nel cuore della Murgia nucleare. Potere della suggestione, o c’è davvero qualcosa di più?
«L’unico modo per fugare i dubbi - precisa Riccardo Losito, geologo andriese, profondo conoscitore della Murgia - è quella di procedere scientificamente, effettuando misurazioni sui luoghi e cercando di capire se siano o meno interessati da fenomeni di magnetismo terrestre. L’esistenza di un forte campo magnetico spiegherebbe tutto. Forse».
E forse qualcuno controllerà, incuriosito da questo intrigante patchwork che seduce e rimanda alla condizione oscura del mistero.
Già, il mistero, «la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza». Così, almeno, la pensava Albert Einstein.

martedì 8 dicembre 2009

cosa succede in Puglia?


"La verità rende liberi", quindi ho pensato che i visitatori del blog possano essere interessati a questo servizio (potete vedere il servizio cliccando sull'immagine). Potete anche vedere la versione integrale dell'inchiesta di Report cliccando QUI.

lunedì 7 dicembre 2009

"La parola di una prostituta vale quanto la parola di Berlusconi ?"

Molto interessante ORA su LA7  (L'INFEDELE) :
"La parola di una prostituta vale quanto la parola di Berlusconi ?"
(stesso discorso per Spatuzza?)
...cosa ne dice la legge ed il Vangelo.
Trasmissione molto interessante...specie per i credenti !

domenica 6 dicembre 2009

NO BERLUSCONI everyday




Non ho partecipato alle manifetazioni di ieri. So che molti non sanno nemmeno dell'esistenza di queste manifestazioni. Ma grazie alla rete potete vedere molto. Vi invito a far andare questi video, ascoltate questi interventi mentre disegnate se non vi va di perder tempo. Alcuni pensano che i problemi del paese sono altri, che tanto non servirà a nulla. Ma come diceva Gaber, "libertà è partecipazione". E almeno queste parole potrebbero servire a svegliare qualche coscenza addormentata.
















sabato 5 dicembre 2009

il giorno del NO B-DAY - VIOLA CONTRO CHI VIOLA !!!

Dopo la testimonianza di Gaspare Spatuzza,
Berlusconi ha sguinzagliato i suoi sciacalli peggiori su ogni organo di informazione "diffondendo" IL VERBO
che Spatuzza non è attendibile
(per quale motivo non dovrebbe esserlo? Una persona che AMMETTE 40 omicidi a mio avviso è più attendibile di chi sfugge i processi come la peste
giungendo a depenalizzare i propri reati!),
...che questa confessione è in realtà solo una macchinazione della mafia contro "il governo che più degli altri l'ha combattuta"!
Una falsità dopo l'altra, poichè non è il Governo ad aver combattuto la mafia
(anzi...continua ad aiutarla!) ma l'ottimo lavoro delle forze dell'ordine
(Carabinieri, Polizia, Finanza, Giudici, ecc.) dei quali, in questo caso,
vengono nascosti tutti i meriti.
Il Presidente da cabaret continua a lanciare i suoi messaggi CONTRO le forze dell'ordine che vogliono compiere il proprio dovere, apostrofandole come "macchinazioni comuniste" contro la sua figura angelica.
Oramai solo i dementi non capiscono...
ma per ora può sentirsi al sicuro perchè l'Italia è piena di mafiosi, corrotti, affaristi, ignoranti e dementi.
Oggi è il giorno del NO B-DAY,
ela TV evita di mandarci in onda le immagini del multicolore popolo che protesta (forse solo Rai News 24 lo farà).
Ciò che non appare in TV (per tanti) non esiste.
Esistono però persone che come Monica Setta che (al pari di altri) ieri ha condotto un programma SCANDALOSO di estasiante lecchinaggio di Berlusconi,
nel più totale silenzio di ogni organo di informazione.
Nemmeno nei Paesi a libertà "controllata" si spingono a tali ridicoli eccessi.
Al suo confronto Emilio Fede ieri mi è apparso quasi decente.
Il premier da operetta ha paura... e non tanto delle opposizioni
ma della gente che, stanca, si sta organizzando (anche se le tv evitano di diffondere le vere notizie!).

venerdì 4 dicembre 2009

L'Economist boccia Silvio come nel 2001

(da Repubblica)
Il settimanale britannico addebita al premier bilanci negativi in politica economica e estera

"E in più deve pensare al divorzio da Veronica e alle accuse dei pentiti"
 L'Economist boccia Silvio come nel 2001
"Troppi guai, è ora di dare le dimissioni" dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


LONDRA - "Time to say addio", ora di dire addio: così, con un titolo mezzo in inglese mezzo in italiano, il settimanale britannico The Economist chiede le dimissioni di Silvio Berlusconi.
Nel numero domani in edicola, l'autorevole periodico, che la sua base a Londra ma vanta una diffusione in tutto il mondo, pubblica un lungo editoriale dedicato agli ultimi sviluppi della vicenda italiana.
"E' stata una brutta settimana" per il premier, scrive l'Economist, enumerandone le ragioni:
la decisione del tribunale di Milano di costringere la Fininvest a versare una garanzia dei 750 milioni che è stata condannata a pagare come risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti per il controverso acquisto della Mondadori;
i 43 milioni l'anno chiesti da sua moglie Veronica come alimenti per il divorzio;
il processo per corruzione e quello su presunti legami mafiosi che stanno per riprendere;
la protesta di piazza del "No-Berlusconi day";
infine le dichiarazioni di Gianfranco Fini su Berlusconi che si crede "un monarca assoluto" e sulla "bomba atomica" rappresentata dalle rivelazioni del pentito Gaspare Spatuzza.
L'Economist ricorda di essersi opposto a Berlusconi, criticando il suo debutto politico nel 1993-'94, giudicandolo "unfit", inadatto, a governare l'Italia nel 2001, suggerendo agli elettori italiani fin dalla copertina di dirgli "Basta!" nel 2006 ed esprimendosi a favore del centro-sinistra nelle elezioni del 2008.
Ora il settimanale chiede le sue dimissioni, non tanto per gli scandali privati, quanto per il conflitto d'interessi, l'ombra dei processi e la cattiva gestione di politica economica e politica estera.
In un secondo articolo, una corrispondenza da Roma, l'Economist cita Beppe Grillo secondo cui "per Berlusconi è cominciato il conto alla rovescia", pur notando subito dopo che il premier potrebbe avere un asso nella manica: decidere di indire elezioni anticipate e presentarsi al popolo come una vittima di "macchinazioni di giudici di sinistra, esibizionisti di destra e Cosa Nostra", per cui la rivista non fa previsioni su come andrà a finire.
Ma si augura, nell'editoriale, che Berlusconi si dimetta, sostituito da Fini, da Casini o da Bersani: "Chiunque prenda il suo posto potrebbe completare la trasformazione del paese che Berlusconi interruppe quando entrò nell'arena politica negli anni '90. L'Italia starebbe meglio se il Cavaliere uscisse di scena".
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Un editoriale del più importante quotidiano finanziario europeo

"Il premier italiano è sotto assedio e per lui i problemi sono seri" Il Financial Times su Berlusconi
"Non può governare l'Italia" dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI
LONDRA - Dopo l'editoriale di venerdì scorso dell'Economist, l'autorevole settimanale globale britannico, che gli ha chiesto di dimettersi, stamane anche il Financial Times, più importante quotidiano finanziario d'Europa, afferma che Silvio Berlusconi "non può governare l'Italia". In un commento non firmato nella pagina degli editoriali, espressione della direzione del giornale secondo lo stile della stampa anglosassone, il quotidiano della City afferma che il premier italiano è stato a lungo in grado di restare a galla a dispetto delle controversie che lo circondano; "ma le cose adesso, finalmente, stanno diventando serie per il Cavaliere", osserva l'articolo.
Il FT ricorda che nei giorni scorsi Berlusconi è stato accusato in tribunale da un mafioso pentito di avere avuto legami con Cosa Nostra nel mezzo della campagna di attentati dei primi anni '90, accuse negate dal primo ministro ma che "ciononostante mettono in rilievo i suoi legami con Marcello Dell'Utri, un suo stretto collaboratore che sta facendo appello contro una condanna a nove anni di prigione per associazione mafiosa". Il quotidiano londinese elenca quindi gli altri processi che gravano sul leader del Pdl: quello per la corruzione dell'avvocato inglese David Mills, uno riguardante Mediaset, a cui si somma la richiesta di ancora un'altra corte di giustizia del pagamento di una garanzia bancaria sui 750 milioni di euro che la Fininvest è stata condannata a pagare come risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti per la controversa battaglia sull'acquisizione della Mondadori.
"Berlusconi è sotto assedio", riassume il Financial Times. Ai suoi problemi giudiziaria si aggiungono la richiesta di sua moglie di un accordo di divorzio "punitivo", la "grande dimostrazione" di protesta del No Berlusconi Day e il fatto che "perfino il suo alleato, Gianfranco Fini, un possibile successore, è stato sentito dire che Berlusconi confonde la leadership con la monarchia assoluta".
"E' prematuro dare per spacciato questo scaltro uomo politico, ma sta pattinando su un ghiaccio sottile", conclude l'editoriale. "La lamentela da lui spesso citata secondo cui non può governare e al tempo stesso affrontare una serie di casi in tribunale contro di lui è sicuramente giusta. Il suo governo sta cominciando a trascorrere più tempo a fare i conti con i problemi di Berlusconi che con quelli del paese. Le dure decisioni necessarie per riformare l'economia e le istituzioni italiane non verranno prese finché egli rimane primo ministro".

giovedì 3 dicembre 2009

Abbiate rispetto per gli animali...

Siate civili...
Abbiate rispetto per gli animali...
anche quelli più sconosciuti e meno simpatici hanno una vita che vorrebbero vivere !


mercoledì 2 dicembre 2009

”Non hai ancora capito con chi hai a che fare!"

Le persone spesso non si astengono dal “piroettarmi” dialoghi attorno alla politica…

A causa di questo blog  vengo spesso coinvolto in discussioni facili da riassumere poiché il nocciolo della questione è soltanto questo :


”Non hai ancora capito con chi hai a che fare!
Non si tratta di politici (in senso corretto del termine) ma di gruppi di potere che si fanno eleggere utilizzando tutti i modi possibili soltanto per gestire in termini personalistici il potere, in modo da rafforzarlo, e non per fare del “bene comune”.
Sarebbero disposti ad "uccidere" per conservare il proprio potere. 
Anche quando si azzannano in realtà si proteggono tra di loro, evitando di rendere pubblici documenti e provvedimenti vergognosi, consci che tali vergogne successivamente
(o precedentemente) le commetteranno loro stessi.
Questo a tutti i livelli. Entrare in politica significa (per poter competere con loro) essere costretti ad utilizzare gli stessi metodi, altrimenti non vi sono possibilità di accesso in quel settore.
Chi non utilizza quei metodi non potrà mai contare su un numero di voti sufficienti a garantirgli un posto di potere, poiché la gente è assuefatta a questo sistema ed è
(a causa della povertà imperante) soggetta a qualsiasi tipo di ricatto”.

Ritengo che tutto ciò sia profondamente vero e,
anche se ovviamente stiamo generalizzando una situazione che potrebbe contenere piccole ma chiare “nicchie di differenza”,
lungi da me voler contestare queste affermazioni,
…resta però un piccolo amletico dubbio:
Dobbiamo, quindi, tutti renderci supini a "sistemi mafiosi" o, nel caso migliore, isolarci dalla gestione delle cose comuni ?
Dobbiamo DEFINITIVAMENTE considerarci intrappolati in un sistema medioevale che gestirà eternamente la nostra vita ?
Dobbiamo rinchiudere definitivamente in un cassetto l’idea di poter vivere in un Paese libero ma CIVILE ?
…E cosa accadrebbe se ognuno di noi (che ancora protestiamo) divenisse avvoltoio tra i lupi ?
Cosa accadrebbe se TUTTI
(convinti che quella è l’unica strada, che non si può progredire o mangiare senza elemosinare)
ci affannassimo a divenire “felici lecchini arrivisti” del politico che ci sovrasta?

Avete mai immaginato quanta rabbia coveremmo
nello sgomitare migliaia di persone che a loro volta si infiltrano per cercare il posto migliore dal quale “leccare il culo” al potente di turno ?

Probabilmente sbaglierò…
ma la prospettiva non mi entusiasma...
quindi continuerò a lottare per quanto credo giusto
in maniera pulita, corretta e competente.

(continua)