lunedì 22 settembre 2008

SEMPLICI CONSIDERAZIONI- intervento di Francesco Longo

PER TAVIANO

Questo incontro pubblico costituisce la possibilità di esprimersi apertamente nella piazza della Comunità, senza i “…si dice…”, i “…dicono …”, o i “…si sente che…” che persone non conosciute diffondono nell’opinione pubblica.
L’occasione per esprimere le definite “ semplici considerazioni” è data dalle posizioni pubbliche assunte pochi giorni fa da otto consiglieri comunali della Maggioranza dell’Amministrazione Comunale in carica, che hanno costituito un nuovo gruppo consiliare, “Taviano Insieme”.
L’occasione mi è data, quale cittadino comune, cittadino semplice senza cariche o funzioni, dalle conseguenti opinioni espresse da altre componenti attive nel nostro paese, quali i Consiglieri Antonio Pasca, Biagio Palamà, Salvatore Bruno, dal Gruppo Consiliare del Partito della Libertà e, da ultimo, dalla Sezione Rodolfo D’Ambrosio del Partito Socialista Italiano di Taviano.
I manifesti li avete visti e letti tutti, non vi dovrebbe esser nulla di ignoto o di non conosciuto sulle posizioni espresse.
Mi chiedo, e Vi chiedo : Quanti pensano che Taviano viva, da un po’ di tempo ormai, un periodo di forte disagio relazionale, economico, culturale e sociale, un periodo non positivo ?
E quanti ritengono che l’attuale amministrazione al governo della città, al di là di qualunque
personalismo o pregiudiziale politico-ideologica, stia svolgendo in modo non utile i suoi compiti, oppure, al contrario, stia ottenendo buoni risultati per la Comunità ?
Un’ Amministrazione Comunale dovrebbe sforzarsi di proporre soluzioni efficaci e strategie adeguate a fronteggiare le difficoltà, mutando gli eventi negativi in opportunità di rilancio.
Opportunità come quelle necessarie sempre più in questi ultimi anni a Taviano :
Trasformare la città da agricolo-produttiva anche in centro artigianale e di servizi, vera piccola piattaforma logistica della piana di Ottaviano.
Far decollare per davvero la zona per Insediamenti produttivi Trapizzo, con una vivace e ben strutturata presenza commerciale, artigianale e di piccole aziende. E con in primo piano quella grande opportunità dei mercati comunali dei fiori e ortofrutticolo, offerta a tutta la città, al Salento ed alla Puglia.
Indirizzare un occhio di riguardo verso la sicurezza urbana e la vivibilità del nostro paese, le sue capacità di favorire il turismo, alla Marina di Mancaversa in particolare.
Ma la Maggioranza, con tutta la benevolenza che le si possa accordare - chi vi parla è uno che nel 2006 l’ha votata - diciamolo con franchezza: sinora, quasi a metà consiliatura, non ha convinto.
E pare non abbia convinto alcuni suoi stessi componenti, almeno quelli che hanno costituito il nuovo gruppo interno in Consiglio.
Da chiunque sia costituita, l’ Amministrazione, quella che c’è, o quella che comunque verrà, ebbene :
potrebbe dire - con semplicità ma in modo forte e chiaro- quello che programma e fa.
E fare - con serietà, sobrietà e quindi serenità - quello che progetta e dice, dimostrando per davvero e con i fatti di voler operare innovazioni e cambiamenti significativi, senza abbandonarsi
“al prima di me, e senza di me, il diluvio”.
L’Amministrazione può e deve poter fare della politica e del Comune il luogo del civile confronto, dove si rispetta di chi la pensa diversamente da te, ma che come te ama la città e la vorrebbe più bella, più vivibile, più gioiosa.
Ecco, questo:
il rispetto per il passato, la fiducia nel futuro,
il senso del dovere personale che si fa carico di una continuità amministrativa istituzionale che non conosce cattive o buone eredità, ma solo e solamente impegni e progetti per la città.
Ecco cosa poteva e può migliorare Taviano.
Vi sono occasioni da cogliere e scelte nette da compiere : e la novità sta anche nel non parlare mai per allusioni, per sentito dire, o a vanvera, o degli assenti.
No alle voci di corridoio. No alle dicerie da bar.
No alle chiacchiere o alle battute allusive.
Si, invece alla argomentazioni a viso aperto.
Dovremmo tutti immaginare di avere sempre dietro di noi un grande cartello, un manifesto con su scritto : qui non si parla male di nessuno.
Una città felice è quando :
tutela in modo forte l’ambiente, ricicla bene e correttamente i rifiuti, potenzia l’uso delle energie rinnovabili, valorizza il Volontariato,collabora al meglio con la Protezione Civile e con la Pro Loco.
Una città felice è quella che riconosce il “principio di legalità” come essenziale.
Sa che il rispetto della legalità è fondamentale a tutti i livelli. Dall’indisciplinato che suona inutilmente il clacson o che smanetta ad alta velocità, magari senza casco proprio dinanzi al Vigile urbano, per finire al criminale vero e proprio.
Una città felice è quella che sa che questo rispetto è la condizione delle condizioni, la base vera e indispensabile per una civile convivenza che porta al rispetto di tutte le vite, dell’ambiente, degli animali e delle piante.
Una città felice è quella che fa dell’arredo urbano il proprio fiore all’occhiello.
Una città felice è quella che costruisce ed attua il suo piano regolatore con l’urbanistica delle certezze e non con quella dei dubbi, dei pareri, dei Tribunali o dei Tar.
Una città felice è quella dove il centro antico è la sua parte più bella e ricercata, ove tutti vorrebbero abitare.
Una città felice è quella che consente tutta una serie di attività commerciali – dal pub per i più giovani al negozio di tradizione, al piccolo ristorante, all’accogliente trattoria, all’osteria tipica, magari recuperando con premi di cubatura tanta edilizia abbandonata e dismessa, vero e proprio incredibile spreco ambientale, urbano, sociale ed economico.
Una città felice è quella i cui cittadini – e gli amministratori innanzitutto – vogliono e sanno pensare e immaginare il futuro.
Non è utopia: succede quotidianamente in tante piccole e grandi realtà in Italia.
Qualcuno ora potrebbe sostenere che quanto detto sin qui sia cosa scontata. Forse lo è.
Ma questa deve essere l’occasione – questa - delle speranze che diventano realtà.
Deve essere l’occasione per recuperare il senso di una condivisa cittadinanza, per ripristinare il valore collettivo di tante finalità plurali, per costruire un futuro diverso, per scardinare i riti e le abitudini che danneggiano e limitano il comune sentire !
Si sente dire : Noi siamo il cambiamento che vogliamo ! Ed è vero !
Certo, nella vita pubblica vi sono i partiti, i movimenti politici, gli schieramenti, e quant’altro.
Ed abbiamo tutti le nostre idealità.
Ma non è solo a quelle idealità che dobbiamo portare rispetto, specie in periodi di grande confusione nelle vite dei partiti e dei movimenti politici. Partiti che cambiano nome, si aggregano con grande temerarietà ed improvvisazione, in una logica a così detta “vocazione maggioritaria”. Una logica che ha fatto, fa, e continuerà a fare solo danni al corretto esercizio della “democrazia della rappresentanza”, patrimonio primario della nostra Costituzione.
Intanto, diciamolo subito, non abbiamo necessità di distinguerci da noi stessi. Siamo chi siamo.
La novità è un’altra, e non è in conflitto con gli ideali della politica e dei partiti correttamente intesi.
Vi può essere a Taviano chi ha deciso, semplicemente, di lavorare per le autonomie del territorio e delle persone che vi abitano ?
Vi può essere chi si ritrova in quelle persone che credono nella dignità di un impegno a scala locale che va al di là di steccati, appartenenze e recinti, per diventare concreta applicazione dei principi del solidarismo e del riformismo ?
Occorre per questo sempre dire alle Persone che rispetti ciò che pensi, e non devi lasciare nulla di non detto.
In una parola : occorre introdurre elementi di verità nei rapporti tra Persone e Persone e nelle Istituzioni locali.
Questo vuole essere il senso del nostro incontro, la sua sintesi simbolicamente conclusiva.
Quali le semplici considerazioni ?
L’AGENDA POLITICO-AMMINISTRATIVA ATTUALE QUI A TAVIANO RISPONDE O NO ALLE ASPETTATIVE DEI CITTADINI ?
IL DIALOGO, IN CONSIGLIO COMUNALE E FUORI, E’ POSSIBILE SENZA LA CLAVA DEI NUMERI ?
NO AI RISENTIMENTI, NO ALLE RITORSIONI,
NO AI RANCORI ! E’ POSSIBILE INTRODURRE QUESTI COMPORTAMENTI NEL DIBATTITO CITTADINO ?

Se tutto ciò è possibile, allora si vada avanti !

IN QUESTO SCENARIO VA FATTA UNA SCELTA DI RESPONSABILITA’, DI CHIAREZZA E DI SERIETA’ PROPRIO PERCHE’ NON SIAMO, NON VOGLIAMO ESSERE DEI SOPRAVVISSUTI A NOI STESSI .
Qualcuno dirà : LA MAGGIORANZA CHE SOSTIENE L’ATTUALE GIUNTA PROBABILMENTE NON HA BISOGNO DI CONSIDERAZIONI, NE’ SEMPLICI NE’ COMPLESSE.
Potrebbe, addirittura, far finta non solo di non leggere ciò dicono gli altri, ma anche di non conoscere ciò che da sè stessa ha scritto, comunicato e pubblicamente diffuso !
DECIDERA’, MAGARI SILENZIOSAMENTE, DI CONTINUARE A TENERSI STRETTA IN UN CAPPIO VESTITO DA PATTO ELETTORALE, CON UNA OPERAZIONE DI “DISTINZIONE” DA SE STESSI DEFINITA , SI BADI BENE, NON DALLA OPPOSIZIONE, MA DA UNA PARTE DI SE’ MEDESIMA, “…UNA TROVATA FURBESCA E UN PO’ OBLIQUA, …UN’OPERAZIONE DI BASSO PROFILO …“

, FOUNA OPERAZIONE FORSE INUTILE E DANNOSARSE ANCHE IMPRODUTTIVA, DIPENDE DAL FUTURO, SICURAMENTE FUORVIANTE .

UNA OPERAZIONE DAL RESPIRO CORTO, DI CHI SI VUOL DISTINGUERE DA SE’ STESSO, CON LA COSTITUZIONE DI UN NUOVO SOTTOGRUPPO, VERA E PROPRIA INUTILE ZATTERA DI PIETRA, DESTINATA AD AFFONDARE NEL SUO IMPROBABILE TENTATIVO DI STARE A TUTTI I COSTI A GALLA.

E’ NATO UN NUOVO GRUPPO, DIVERSO DA QUELLO IN ORIGINE PRESENTATO IN CAMPAGNA ELETTORALE , A MO’ DI IMPROVVISATO CANOTTO, TENTATIVO DI SALVATAGGIO DI PARTE DI UNA MAGGIORANZA TANTO POCO CREDIBILE QUANTO INEFFICACE NEL SUO STARE INSIEME ORIGINARIO E NELLA SUA AZIONE POLITICA “FLEBILE E LONTANA “, E CHE PER QUESTE RAGIONI E’ FACILE PENSARE CHE PERDERA’ PRESTO I PRIMI REMI.

EBBENE ALLORA, IN UNA LOGICA ELETTORALE MAGGIORITARIA DI TUTELA DELLA COMUNITA’, TANTI CITTADINI POSSONO O NO BEN AGGREGARSI IN UNA ALLEANZA AMMINISTRATIVA LOCALE PROGRAMMATICA, SERIA E CONCRETA ?

TANTI CITTADINI CHE, FERME RESTANDO LE LORO STORIE E IDENTITA’, NON SONO D’ACCORDO NEL MODO CON CUI LA GIUNTA ATTUALE DECLINA - GIORNO DOPO GIORNO - IL LINGUAGGIO DELLA SUA GESTIONE.
E PORTA CON SE’ AL DECLINO L’IMMAGINE COLLETTIVA DI TAVIANO.

AL PUNTO DA CONSIDERARE TUTTO E TUTTI, ANCHE I PARTITI, ANCHE GLI ELETTORI, QUASI DEGLI OPTIONAL, BUONI SOLO PER VOTARE ALLE ELEZIONI E NIENT’ALTRO.

AL PUNTO DA COSTRINGERE MOLTI, ED IO SONO TRA QUESTI, A RITIRARE IL VOTO ELETTORALE DI SOSTEGNO , UN VOTO LIBERAMENTE ESPRESSO DUE ANNI E MEZZO FA A FAVORE DELLA MAGGIORANZA ATTUALE !
UN VOTO CHE ORA, IN QUESTE CONDIZIONI, PER ME NON C’E’ PIU’.

La verità, cittadini ed amici, è che non riusciamo a non tifare per Taviano città dei fiori.
Ci animano forti passioni civili, spirito di servizio e i modesti saperi che i nostri Genitori ci hanno consentito di conquistare.


Ma ogni mattino ognuno si lava la faccia da sé, con le sue mani, ed è da soli che gli Amministratori e Consiglieri di maggioranza in carica devono poter rapidamente decidere il da farsi, verifica di maggioranza o meno, accordi, rimpasti o ripartenze, non importa. Conta, invece, che decidano rapidamente cosa fare, quali risposte dare agli interrogativi posti, e poi agire.

Personalmente dietro di me non ho nessuno.
Né partiti, nè poteri, nè giornali, né altro.
Ma insieme si può stare accanto a tanti.
E, badate bene, la posta in gioco non è la rappresentanza, la carica o l’esercizio democratico del potere locale, momenti per i quali si viene chiamati e mai ci si autopropone.

La posta in gioco nel nostro Comune è evitare la corrosione strisciante della credibilità delle Istituzioni e delle regole di convivenza, con il conseguente altissimo rischio di perdere contatto con la realtà civile di una Comunità che guarda e soffre.
Credo fortemente che la felicità personale individuale è anche occuparsi, per quanto possibile, della Comunità in cui si vive .
Ecco: dobbiamo trovare tutti insieme strade nuove, nuovi modi di stare insieme, senza perderci nella fase della testimonianza delle cosiddette liste civiche, che non interessano a nessuno.
Si tratta di aprire - senza primazie e senza primogeniture - un dialogo tra cittadini che hanno anche riferimenti politici differenziati, ma che sono portatori di valori e principi che si ispirano al riformismo sociale in senso ampio.
Si tratta di concorrere seriamente a delineare una “agenda amministrativa locale” in grado di avviare una forte aggregazione del consenso popolare sulla base di un progetto “Per Taviano” e di programmi concreti - e non libro dei sogni - lealmente condivisi finalizzati a ridurre le distanze e i disagi sociali, partendo da un uso delle risorse compatibile con l’ambiente e con la dignità delle persone.
Un anziano mio amico di Melissano, con oltre 98 anni d’età, pochi giorni fa mi ha chiesto:“Quale strada fai per tornare a Taviano da Melissano ?”
Ed io ho risposto:“ Quella più conosciuta “.
E lui: “ Sbagli. Io cerco e cambio sempre strade diverse, così per la morte sarà sempre più difficile trovarmi ! “.

Noi conosciamo, sia pure in piccola parte, i nostri difetti, i nostri sentimenti, le nostre difficoltà.
In questa ricerca di strade nuove non ci nasconderemo, non ci sottrarremo alle sfide del futuro, non ci confineremo nel silenzio, nel lamento e nella recriminazione.

Ci confronteremo, parleremo con tutti con modestia, diremo con orgoglio di noi e dei nostri progetti, dei nostri impegni, delle nostre emozioni.

Ed a chi ci chiederà : Ma con chi state, con quale partito,con quale leader, con il centrosinistra, con il centrodestra, con il centro?
Risponderemo con una “semplice considerazione”, l’ultima di questa sera :
Stiamo con Taviano !

Taviano, 20 settembre 2008 Francesco Longo

3 commenti:

Anonimo ha detto...

per motivi di lavoro non ho potuto partecipare alla manifestazione.
mi potete dire com'è andata?
grazie.

Anonimo ha detto...

c'erano molte persone (certo, non le folle oceaniche che raduna l'amministrazione ed hanno ascoltato con vivo interesse.
Mi sembra che l'idea di unire le forze più vive del paese (così almeno mi è sembrato di capire) al di là degli steccati partitici, potrebbe funzionare. bah.. vediamo

Anonimo ha detto...

vorrei chiedere all'ex sindaco che detta lezioni di amministrazione " ma sbaglio ho hai rischiato anche tu di essere buttato fuori a calci nel culo dal palazzo di città!!!!!????" Ma per favore almeno stia zitto abbi un pò di dignità!!!!!